Ambiente

Il “bilancio climatico” 2012: caldo record, catastrofi e CO2 alle stelle

Il 2012 è stato un anno decisamente difficile dal punto di vista climatico: si è passati dalla siccità record estiva all'uragano Sandy, dal tifone Bopha alle inondazioni in Niger. E la presenza di biossido di carbonio nell'aria che respiriamo non è mai stata così alta.
 Dal punto di vista ambientale il 2012 è stato un anno catastrofico. Il momento più preoccupante, probabilmente, è stato toccato a settembre, quando i ghiacci dell’Artico si sono sciolti ad un ritmo record, raggiungendo il livello più basso di sempre. Soprattutto, ciò che lasciò sorpresi anche gli esperti fu il fatto che non si fossero registrate condizioni meteorologiche eccezionali, nelle settimane e nei mesi precedenti, tali da spiegare un fenomeno di simile portata. Si è trattato semplicemente, spiegò la World Meteorological Organisation (WMO), dell’estremo che diventa normalità.

Il quotidiano inglese Guardian ha ripercorso gli eventi climatici più gravi dell’anno. Per non dimenticare e, al contempo, per riflettere. Il più drammatico probabilmente è stato l’arrivo dell’uragano Sandy, che non ha colpito solamente gli Stati Uniti in modo catastrofico: nel suo percorso si è abbattuto su numerosi Paesi caraibici, tra i quali Cuba e Haiti, che hanno registrato gravissimi danni. Pochi giorni dopo, un tifone di proporzioni gigantesche, Bopha, è giunto sulle coste di Mindanao, nelle Filippine, uccidendo non meno di 900 persone e lasciando centinaia di migliaia di persone senza casa. Sia nel caso di Sandy che in quello di Bopha ciò che ha sorpreso non è la loro presenza (Usa e Filippine sono abituati ad uragani e tifoni), ma il periodo in cui si sono abbattuti sul territorio e il luogo in cui si sono manifestati, entrambi del tutto inusuali. 

In estate, gli Usa hanno poi sperimentato una siccità eccezionale, che ha colpito il 65,5% del territorio. Tra giugno e luglio, lo stesso è accaduto in Russia (in particolare in Siberia), in Cina (soprattutto nello Yunnan e nelle province sud-orientali) e in Brasile (nel Nord del Paese non si segnalava un fenomeno di tale portata da 50 anni). Al contempo, in Niger e Chad tra luglio e settembre si sono abbattute pesanti inondazioni, mentre un monsone eccezionale ha devastato il Pakistan a settembre.

Una conferma, insomma, del fatto che l’ecosistema globale sta cambiando. D’altra parte, la WMO ha sottolineato che i primi dieci mesi del 2012 sono al nono posto nella speciale classifica dei periodi più caldi di sempre (in Europa si è registrata la primavera più mite della storia). Sempre quest’anno, inoltre, si è battuto il record per la presenza di CO2 nell’atmosfera globale. 

19 Dicembre 2012
Andrea Barolini    @ barolini@valori.it