Apple e le altre: 1600 mld nascosti in paradisi fiscali

Nell'operazione, coinvolte 50 tra le maggiori corporation Usa. Oxfam denuncia: Washington perde ogni anno 135 miliardi che finiscono in Paesi a fiscalità agevolata

Di Andrea Barolini
Apple è l'azienda secondo Oxfam che nasconde il quantitativo più grande di capitali nei paradisi fiscali.

Ogni anno, gli Stati Uniti perdono una cifra pari a 135 miliardi di dollari in termini di introiti fiscali. Ciò a causa del fatto che più di 50 tra le più importanti imprese del Paese nascondono 1.600 miliardi di dollari nei paradisi fiscali: una cifra astronomica, che l’amministrazione di Washington non è in grado di rintracciare né, dunque, di tassare.

A denunciarlo è stata questa mattina l’organizzazione non governativa Oxfam, che sottolinea come i 1.600 miliardi rappresentino l’equivalente del prodotto interno lordo di una nazione di medie dimensioni. Una mole di denaro immensa, che sfugge all’occhio dell’Internal Revenue Service (l’Agenzia delle entrate degli Stati Uniti) attraverso una rete “opaca e segreta” di 1.751 società offshore utilizzate dalle multinazionali.

Lo scandalo coinvolge numerosi marchi celebri: al primo posto della classifica stilata da Oxfam figura infatti la Apple, con circa 200 miliardi di dollari. Al secondo c’è invece il colosso della farmaceutica Pfizer con 193,6 miliardi, mentre il terzo gradino del podio è occupato da un’altra grande azienda informatica, la Microsoft, con 124 miliardi.

Il governo presieduto da Donald Trump sta riflettendo sulla possibilità di proporre un’aliquota ridotta al 10% per chi decide di far rientrare i capitali presenti nei paradisi fiscali, ma secondo Oxfam tale strategia “non farebbe altro che incitare le imprese a sfruttare ancora tali sistemi, in attesa di poter beneficiare della prossima amnistia fiscale”.

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