Ambiente

Acqua nel deserto: sete di oro blu in California

La California ha sete di acqua molto più che di petrolio. E anche se per ora coltiva solo verdure di stagione, alberi di limone e ...

Di Corrado Fontana
Le tracce preistoriche dell'acqua nel deserto del Mojave. Di Wilson44691 (Opera propria) [CC0], attraverso Wikimedia Commons
Di Pierce,   C.C. (Charles C.),   1861-1946 [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Uomo davanti al fiume Colorado, in uno dei canyon del Mojave. Di Pierce, C.C. (Charles C.), 1861-1946 [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

La California ha sete di acqua molto più che di petrolio. E anche se per ora coltiva solo verdure di stagione, alberi di limone e vigneti, le ambizioni della compagnia di Scott Slater, la Cadiz Inc., sono proprio di ricavare decine, o magari centinaia, di milioni di dollari miliardi, vendendo acqua pulita ai suoi concittadini americani, nello Stato sempre più spesso attanagliato dalla siccità. Questa – che ci racconta un reportage web di «The New York Times» – è quindi la storia di una scommessa sul deserto del Mojave, dove Cadiz possiede 34 mila acri di terra, che nasconderebbero miliardi di litri di acqua fresca e potabile nel sottosuolo.

Il problema è però ancora come estrarla. Tanto che il signor Slater ammette di non aver guadagnato ancora un centesimo direttamente dal cosiddetto “ oro blu”, e che “ci vorranno almeno altri 200 milioni di dollari per scavare decine di pozzi, filtrare l’acqua e quindi trasportarla per 43 miglia per il deserto attraverso una nuova condotta” prima che i californiani del sud possano goderne. Pagando profumatamente – s’intende – per ciò che molte organizzazioni ambientaliste e umanitarie internazionali chiedono da anni sia inserito tra i diritti umani inalienabili, ovvero il libero accesso all’acqua come bene comune.

L’ effetto serra gioca per Slater ma la sua scommessa, per ora, è costata 185 milioni di perdite in 10 anni (limoneti e vigneti hanno recuperato solo 710 mila dollari dal 2005), con un progetto che richiede investimenti tra i 10 e i 20 milioni di dollari l’anno. E tuttavia Cadiz non è la sola compagnia (oltre ai suoi finanziatori della Water Asset Management di New York) a credere in questo business. Vicino a San Diego, dopo 15 anni di battaglie legali e burocratiche, di opposizione degli ambientalisti, entro fine anno dovrebbe essere avviato un impianto privato di desalinizzazione della società Poseidon Water: le stime dell’Autorità per l’acqua della contea (San Diego County Water Authority) dicono che un consumatore medio della zona vedrà aumentare i suo conto mensile per l’acqua potabile da 5 a 80 dollari.

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