Finanza etica

Amazon nel business dei prestiti agli studenti

Amazon sfonda un’altra barriera commerciale e allarga i suoi interessi al mondo dei prestiti rivolti agli studenti universitari americani e britannici. Secondo BBC online, ...

Di Corrado Fontana
Casa con bandiera americana
"a" del logo di Amazon. Di Amazon.com (Opera propria based on https://twitter.com/amazon) [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
“a” del logo di Amazon. Di Amazon.com (Opera propria based on https://twitter.com/amazon) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Amazon sfonda un’altra barriera commerciale e allarga i suoi interessi al mondo dei prestiti rivolti agli studenti universitari americani e britannici.

Secondo BBC online, infatti, il gigante americano dell’ e-commerce, che aveva iniziato a farsi conoscere solo vendendo libri, ha avviato una collaborazione con la banca statunitense Wells Fargo – insieme all’agenzia semi-pubblica Freddie Mac tra i principali protagonisti della crisi dei mutui subprime – nell’offerta di tassi d’interesse più bassi ai suoi iscritti che fruiscono della formula Prime Student. Gli studenti iscritti a Prime Student (che costa 49 dollari l’anno negli USA e 39 sterline per il Regno Unito) avranno diritto a uno sconto dello 0, 5% sui prestiti contratti con Wells Fargo (che contava  12, 2 miliardi di dollari in prestiti agli studenti nel 2015).

Ma se la partnership tra le compagnie favorirà entrambe nell’intercettare ulteriormente il ricco bacino di potenziali acquirenti che si trova negli atenei e nei college, proprio le grandi difficoltà degli studenti e delle loro famiglie nel restituire questi prestiti (con tassi d’interesse che possono essere compresi tra il 3, 39% e il 9, 03% per un tasso variabile e dal 5, 94% al 10, 93% per un prestito a tasso fisso) durante la vita lavorativa è una ferita aperta del sistema educativo e sociale americano. Ad occuparsene si sono spinti persino  Hillary Clinton e lo sfidante Bernie Sanders nella recente campagna per le primarie democratiche.

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