Ambiente, le banche limitano i finanziamenti alle centrali a carbone

Anche le banche cercano di allinearsi alla crescente sensibilità nei confronti delle problematiche ambientali. A giorni verrà reso noto un “codice etico” che alcuni istituti ...

Anche le banche cercano di allinearsi alla crescente sensibilità nei confronti delle problematiche ambientali. A giorni, stando a quanto riporta il Financial Times, verrà infatti reso noto un “codice etico” che alcuni istituti si sono auto-imposti, allo scopo di evitare di finanziare impianti altamente inquinanti.

A promuovere tale iniziativa sono le britanniche HSBC e Standard Chartered e le francesi BNP Paribas e Credit Agricole, insieme a F&C Asset Management. HSBC già a gennaio ha deciso di escludere i finanziamenti per la costruzione di nuove centrali a carbone le cui emissioni superano gli 850 grammi di Co2 per kWh nei Paesi in via di sviluppo e i 550g Co2/kWh nelle nazioni industrializzate. BNP Paribas a settembre ha reso nota una politica simile. A breve le altre due banche seguiranno la stessa strada. E i quattro istituti, insieme all’organizzazione no profit londinese The Climate Group, hanno deciso di elaborare insieme alcune linee guida che saranno rese note in settimana e sanciranno alcune soglie di emissioni al di fuori dei cui paletti i progetti non otterranno finanziamenti. È prevedibile che ad essere maggiormente interessati saranno i progetti nelle economie a rapidissima crescita come Cina e India.

Non mancano, ad ogni modo, i punti critici. È lo stesso consulente di HSBC per le questioni ambientali, Francis Sullivan, ad ammettere che, nel momento in cui viene negato un finanziamento, «non si può mai essere sicuri del fatto che la scelta sia stata motivata soltanto dalla nostra politica ambientale o se a contribuire siano stati anche aspetti finanziari o altri elementi del progetto».