Ambiente, gli investitori istituzionali chiedono regole più ambiziose alla Ue

L’Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), gruppo di investitori che gestiscono complessivamente asset per 5 mila miliardi di dollari, ha lanciato un appello alle ...

L’Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), gruppo di investitori che gestiscono complessivamente asset per 5 mila miliardi di dollari, ha lanciato un appello alle autorità dell’Unione europea. A Bruxelles è stato chiesto – riferisce il sito Responsible-Investor.com – di agire nel modo più veloce possibile sulla questione del cambiamento climatico. Decidendo in particolare se fissare unilateralmente target di riduzione delle emissioni nocive più ambiziosi rispetto a quelli indicati fino ad ora. 

In particolare, l’IIGCC chiede di specificare quali livelli si intendano raggiungere  nel lungo termine, ovvero di qui al 2030-2035. E punta il dito, pur senza fare nomi, sui «cambiamenti politici retroattivi» decisi da alcuni degli Stati membri dell’Ue, che hanno ridotto significativamente l’appetito del mercato nei confronti degli investimenti ecosostenibili. 

Tra le misure più urgenti, secondo il gruppo, ci sono quelle relative all’incremento dell’efficienza energetica nel settore edilizio. Ma, più in generale, servono risposte alle crescenti richieste di investimenti ambientalmente responsabili: «Attualmente, la domanda degli investitori istituzionali per asset legati alla lotta al cambiamento climatico supera l’offerta – ha spiegato Johan van der Ende, dirigente del fondo pensione olandese PGGM -. Noi stessi investiamo già in un’ampia gamma di asset “low carbon”, a cominciare dalle tecnologie a dalle energie pulite, ma la nostra ambizione è di fare di più: per questo l’imposizione di politiche di lungo periodo è cruciale per il supporto ai business sostenibili».