Amianto, killer che fa ancora 4mila morti l’anno

Il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”. Ed è per non spegnere i riflettori sui danni provocati da ...

Miniera di amianto a Cipro. Di Brian Harrington Spier (originally posted to Flickr as Cyprus 1977) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons
Miniera di amianto a Cipro. Di Brian Harrington Spier (originally posted to Flickr as Cyprus 1977) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)],   attraverso Wikimedia Commons
Miniera di amianto a Cipro. Di Brian Harrington Spier (originally posted to Flickr as Cyprus 1977) [CC BY-SA 2.0], attraverso Wikimedia Commons

Il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”. Ed è per non spegnere i riflettori sui danni provocati da questo minerale che oggi si celebra la giornata mondiale delle vittime dell’amianto, ricorrenza necessaria per ricordare che in Italia tuttora muoiono 4mila persone ogni anno per le malattie asbesto-correlate, con oltre 21mila casi di mesotelioma maligno diagnosticato dal 1993 al 2012 (ben seimila casi in più rispetto al precedente aggiornamento del Registro nazionale mesiotelioma di Inail risalente al 2008). A 24 anni dalla sua messa al bando, l’amianto è ancora diffusissimo in diverse forme, sul nostro territorio: le stime (per difetto) di CNR-Inail parlano di ben 32 milioni di tonnellate; il Programma nazionale di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale conta 75mila ettari di territorio in cui è accertata la presenza di materiale in cemento amianto, il Ministero dell’Ambiente riporta oltre 44mila siti contenenti amianto di cui 2.236 bonificati e 41.350 ancora da bonificare. Stime purtroppo destinate a crescere vista l’incompleta documentazione inviata dalle Regioni al Ministero dell’Ambiente: la Calabria addirittura non ha mai inviato il report annuale e altre cinque regioni (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata) non hanno fornito i dati del 2014.

“Il risanamento ambientale, la bonifica e il corretto smaltimento dei materiali contenenti amianto devono essere le priorità per portare a zero il rischio connesso con l’esposizione alla pericolosa fibra” ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti, nel suo intervento odierno alle Giornate di studio di Casale Monferrato. “Per questo però occorre un serio impegno da parte delle Regioni e di tutti gli enti locali e nazionali competenti. È urgente intervenire tanto sui grandi siti industriali quanto sugli edifici pubblici e privati; bisogna completare il censimento e gestire con attenzione i sistemi e gli impianti per il trattamento e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto. È poi necessario predisporre adeguati strumenti per una corretta informazione sul problema amianto, su come comportarsi per eseguire interventi corretti e sui rischi derivanti dall’esposizione alle fibre dovuta al deterioramento delle strutture ma anche allo smaltimento illegale dei materiali”.

Lo smaltimento rimane l’altro anello debole della catena, essendo solo 24 gli impianti autorizzati (Marzo 2015) a ricevere materiali contenente amianto distribuiti in solo 11 Regioni (Sardegna, Piemonte, Toscana, Emilia, Lombardia e Basilicata, Abruzzo, Friuli, Liguria, Puglia e la Provincia autonoma di Bolzano) ma con volumetrie a disposizione sempre in constante calo.

Con la legge di stabilità del 2015 sono state messe in campo risorse pari a 45 milioni all’anno, dal 2015 al 2017, per la bonifica dei siti industriali più critici, mentre con il collegato ambientale approvato a dicembre scorso sono previste ulteriori agevolazioni per la rimozione delle coperture in cemento amianto. Strumenti importanti, ma non ancora sufficienti.

@lamarty_twi