Ambiente

Anche in Francia divieto ai sacchetti di plastica

In ritardo rispetto a gran parte dei Paesi europei, ma anche in Francia il no alle buste di plastica è ora legge. Dal 1 luglio 2016, infatti, entrerà ...

Di Martina Valentini
Di FerranRelea (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

In ritardo rispetto a gran parte dei Paesi europei, ma anche in Francia il no alle buste di plastica è ora legge. Dal 1 luglio 2016, infatti, entrerà in vigore il divieto alla vendita e distribuzione (gratuita o a pagamento) degli shopper monouso in plastica per asporto merci e dal 1 gennaio 2017 il divieto si estenderà anche ai sacchi per il confezionamento di frutta e verdura. Sono esclusi dal divieto i sacchi frutta e verdura compostabili (seconda la norma NFT51-800), ottenuti da materie prime rinnovabili e idonei al compostaggio domestico: i bioshopper che in Italia sono obbligatori ormai da parecchi anni.

La norma, fortemente voluta dal ministro dell’Ambiente Ségolène Royal, con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali connessi alla produzione, distribuzione e dispersione dei sacchi di plastica, ha subito ricevuto il plauso dell’associazione francese bioplastiche Club Bio-plastiques: “I sacchetti compostabili – ha commentato il presidente, Christophe Doukhi-de Boissoudy – c ontribuiscono in modo efficace all’ottimizzazione della raccolta differenziata del rifiuto organico, promossa peraltro dalla legge ‘transition énergétique’ ”. Positiva dovrebbe essere anche la ricaduta sul fronte dell’occupazione: i promotori della nuova legge calcolano in 3000 unità i posti di lavoro che si svilupperanno nel comparto della chimica verde.

Il decreto di attuazione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale francese il 30 marzo 2016, specifica i dati da includere sui sacchetti di plastica per informare i consumatori sulla loro composizione. La messa al bando riguarda gli shopper in plastica con spessore sotto i 50 micron. Gli shopper compostabili, invece, dovranno gradualmente aumentare la percentuale di materie prime rinnovabili: 30% a partire dal 1 gennaio 2017, 40% dal 1 gennaio 2018, per poi salire al 50% dopo il 1 gennaio 2020 e al 60% a partire dal 1 gennaio 2025.

@lamarty_twi

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