Finanza etica

Assicurazioni, «L’attenzione all’ambiente è ancora troppo bassa»

C'è ancora molta strada da fare perché le compagnie assicurative prendano adeguatamente in considerazione le politiche ambientali nelle proprie scelte di business. Ad affermarlo è la ...

Di Redazione


C’è ancora molta strada da fare perché le compagnie assicurative prendano adeguatamente in considerazione le politiche ambientali nelle proprie scelte di business. Ad affermarlo è la relazione annuale pubblicata martedì da PricewaterhouseCoopers per Climate Wise. A tale iniziativa, nata in Gran Bretagna, hanno aderito i 26 principali colossi assicurativi su scala mondiale. Lo scopo è, da un lato, quello di ridurre le proprie emissioni di gas serra; dall’altro, quello di esercitare la propria influenza come grandi investitori per promuovere politiche più attente all’ambiente. Le compagnie aderenti hanno adottato sei principi che ruotano intorno a questo tema e ogni anno sono chiamate a riferire in merito.

Nel complesso, l’adesione ai principi-base di Climate Wise è rimasta all’88%, lo stesso livello dell’anno scorso: la crisi non ha dunque avuto conseguenze pesanti. Ma solo sette delle società prese in analisi hanno adottato un approccio pienamente integrato al rischio ambientale, che coinvolga tutte le operazioni del loro core business. Altre 26 stanno lavorando in tal senso. E, considerando nello specifico le singole scelte, si riscontrano notevoli differenze. «Un’area in cui abbiamo visto ben pochi progressi, e anzi addirittura un passo indietro, è il modo in cui si prende in considerazione l’impatto del cambiamento climatico sugli asset del proprio portafoglio d’investimenti» ha dichiarato Jon Williams di PwC. Un netto miglioramento, invece, si è segnato negli sforzi per promuovere l’efficienza energetica e ambientale degli investimenti, in primo luogo quelli immobiliari.

Ma esistono altri studi che danno risultati ben diversi. È il caso di un’analisi condotta dal network americano di investitori responsabili Ceres, che ha segnalato che solo 11 compagnie su 88 hanno messo formalmente in campo politiche di gestione del rischio climatico. Per oltre il 60% di esse manca un approccio manageriale dedicato alla valutazione di tale materia.

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