Finanza etica

Banche cinesi, si temono i prestiti tossici

I quattro colossi bancari controllati dallo Stato cinese sono pronti a pubblicare i propri risultati del primo semestre di quest’anno. Ma difficilmente gli investitori ...

Di Redazione


I quattro colossi bancari controllati dallo Stato cinese sono pronti a pubblicare i propri risultati del primo semestre di quest’anno. Ma difficilmente, avverte il Wall Street Journal, gli investitori valuteranno la loro salute dai profitti. L’attenzione, piuttosto, è puntata sulla loro mole di prestiti tossici.
Sono stati proprio questi ultimi a spingere verso il basso le azioni dei quattro istituti. Che, complessivamente, hanno segnato un -19% dal picco raggiunto nel mese di febbraio di quest’anno. Quindi, da un lato le valutazioni delle banche potrebbero risultare convenienti, ma dall’altro gli investitori non sembrano propensi a comprare: alcuni temono che le banche stiano sottostimando i “bad loans”, o se non altro che siano lente nel classificarli.
D’altronde, negli ultimi anni il governo ha fatto pressione sugli istituti affinché erogassero più prestiti. Ma nel contempo le aziende faticano a farvi fronte, messe in difficoltà da un contesto che vede il tasso di crescita più debole a partire dalla crisi finanziaria del 2008. L’autorità che regola il settore bancario del Paese la scorsa settimana ha fatto sapere che il volume di “bad loans” è aumentato del 4% in tre mesi, raggiungendo i 456, 4 miliardi di yuan (pari a 71, 8 miliardi di dollari). Si tratta del terzo aumento consecutivo su base trimestrale.  

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