Finanza etica

Banche, l'Unione europea per i tagli ai bonus

Nette sforbiciate ai bonus. E il divieto di attingere, per erogare i premi, ai profitti del carry trading derivanti dai prestiti della Bce. Sono questi ...

Di Redazione


Nette sforbiciate ai bonus per i top manager. E il divieto di attingere, per erogare i premi, ai profitti del carry trading derivanti dai prestiti ricevuti dalla banca centrale europea in questi mesi. Sono questi gli elementi più rilevanti che sono stati messi a punto ieri dalla Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo, riunita a Bruxelles.
I legislatori, entro gennaio, sono chiamati a implementare una revisione delle regole di liquidità e capitale imposte dal Comitato di Basilea. Tra le altre proposte avanzate ieri, c’è anche quella di vietare alle banche di assegnare premi che risultino più elevati rispetto ai salari-base. Sul tavolo dei legislatori ci sono anche i cosiddetti “living wills”, vale a dire i piani con cui gli istituti dovranno dettagliare il modo in cui smantellare le proprie attività in caso di fallimento. “Il parlamento – ha dichiarato tramite una nota la presidente della commissione Sharon Bowles – ha adottato la linea ferma sulle remunerazioni variabili. È chiaro che questi compensi eccessivi non possono continuare, come iniziano a dimostrare i recenti voti degli azionisti”. Evidente il riferimento alle recenti contestazioni emerse durante le assemblee di colossi finanziari globali come UBS, Barclays, Aviva e Citigroup.
Tutti questi emendamenti saranno portati all’attenzione dei governi dei 27 Paesi dell’Unione, al fine di raggiungere un accordo. I primi dibattiti si terranno il 23 maggio. Il voto di ieri sarà seguito nella giornata di oggi proprio da una riunione dei 27 ministri delle Finanze che, il 2 e il 3 maggio, non sono riusciti a raggiungere un accordo. A scatenare le discrepanze è stata soprattutto la questione di quanto spazio di manovra debba essere concesso ai regolatori nazionali rispetto alle norme comunitarie. Nel caso britannico, ad esempio, sarebbe a rischio la piena applicazione delle raccomandazioni della commissione Vickers. 

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