Bikeconomy, pedalare mette le ali allo sviluppo

Vale in Europa 200 miliardi, può far risparmiare 24 trilioni di dollari, occupa 70mila persone ed è in grado di creare occupazione quattro volte di più dell’industria ...

Vale in Europa 200 miliardi, può far risparmiare 24 trilioni di dollari, occupa 70mila persone ed è in grado di creare occupazione quattro volte di più dell’industria dell’auto. A questo si devono aggiungere i 110 miliardi di spesa sanitaria (dati OMS) e i 3 miliardi in riduzione dell’inquinamento che si taglierebbero se si diffondesse questo mezzo di locomozione. Sono i numeri della bikeconomy, il macrosistema che valuta in termini economici i benefici ambientali, sanitari e sociali connessi all’uso della bicicletta, presentati durante il Primo Forum Nazionale sulla Bikeconomy, ospitato al Museo MAXXI a Roma.
Un settore produttivo ancora troppo spesso sottovalutato dai decisori pubblici e dal mondo dei media (al quale Valori (valori_140-bikenomics)  aveva dedicato un’ampia inchiesta ad agosto scorso) ma nel quale l’Italia, nonostante una domanda interna molto bassa, è un paese leader in Europa per produzione di bici e delle sue componenti, settori che occupano oltre 8mila addetti: Alla diffusione della due ruote in questi ultimi anni è venuto anche in aiuto il bikesharing che conta in Europa 414 servizi e 21 in Italia.
“Solo la produzione e la vendita di biciclette e accessori in Europa – ha dichiarato Beniamino Quintieri, presidente della Fondazione Manlio Masi, organizzatrice dell’evento – ha un giro di affari che si aggira sui 18 miliardi di euro all’anno, mentre il settore del cicloturismo muove ogni anno oltre 44 miliardi di euro. Il potenziale per l’Italia è enorme, siamo il secondo produttore europeo di bici e accessori, oltre agli evidenti benefici connessi all’ambiente e alla salute, la bici è una grande opportunità per valorizzare il paese anche dal punto di vista turistico e artistico, nonché la nostra innovazione nel settore”.
Nel corso del Forum viene presentato anche il primo rapporto sulla Bikeconomy, realizzato dalla Fondazione Manlio Masi, con l’obiettivo di evidenziare i vantaggi in termini ambientali, sanitari e per il turismo.
Clima, con 5 Km al giorno in bici siamo a metà dell’opera
Gli spostamenti su brevi distanze con veicoli a motore sono i meno efficienti sotto il profilo dell’utilizzo di carburante e generano il massimo livello di inquinamento per chilometro rispetto ai viaggi su lunghe distanze. Pertanto, sostituire specialmente negli spostamenti brevi l’automobile con la bicicletta garantirebbe un notevole risparmio. Basterebbe percorrere in bici 5 km al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni dei trasporti in Europa e sul fronte dei costi spostare un maggior numero di persone verso l’uso della bicicletta è molto meno costoso che mettere su strada flotte di auto elettriche. Secondo uno studio grazie ad un aumento, a livello mondiale, dei viaggi su due ruote fino all’ 11% del totale dei trasporti per il 2030 e fino a 14% per il 2050 si potrebbe far risparmiare alla società circa 24 trilioni di dollari tra il 2015 e il 2050 valutando l’utilizzo di carburante, l’emissione di CO2 ed i costi diretti del mezzo di trasporto.
L’inattività fisica costa tra 24 e 37 miliardi
I costi totali dell’assistenza sanitaria collegati all’inattività fisica rappresentano cifre considerevoli. In uno studio statunitense è stato stimato che tali costi siano compresi tra il 24.3 e i 37.2 miliardi di dollari, tra il 2.4 e il 3.7 per cento dei costi totali dell’assistenza sanitaria. Per quanto riguarda lo specifico effetto della bicicletta sulle spese sanitarie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato in 110 miliardi di euro, per l’Europa, il risparmio dovuto all’incremento dell’uso della bicicletta. Tra i risparmi economici sia privati che collettivi si deve considerare il risparmio delle spese sanitarie connesse sia alla maggiore attività fisica da parte dei cittadini, sia ad un miglioramento della qualità generale dell’aria e una diminuzione dell’inquinamento acustico. Per quanto riguarda l’incremento della durata media della vita è stato stimato che un anno di bicicletta, considerando 2590 chilometri pedalati, in media, aumenti l’aspettativa di vita di 0.025 anni. Secondo uno studio fatto sulla città di Barcellona, è stato stimato che sostituendo il 40% dei viaggi in automobile con la bicicletta, si conterebbero 66, 12 morti in meno ogni anno.
44 miliardi dal cicloturismo
Il ciclo-turismo è un fenomeno in crescita in tutta Europa che muove 44 mld di euro e ha un indotto annuo così stimato: tra i 110 e i 350.000 euro per ogni chilometro di ciclabile turistica. Le mete più gettonate in Europa sono Francia e Austria. L’Italia, pur rappresentando una meta potenzialmente molto ambita date le sue bellezze, paga per la mancanza di infrastrutture e servizi. L’UnioneEuropea, per cercare di intercettare questo tipo di turismo ha sviluppato il progetto EuroVelo. EuroVelo è una rete europea di vie ciclabili che mira ad offrire una rete transeuropea sostenibile. Comprende 12 percorsi ciclabili su lunghe distanze che coprono 66.000 km, di cui circa 45.000 già realizzati con 4 itinerari che toccano l’Italia. Per cercare di incrementare il turismo su due ruote in Italia si stanno sviluppando alcuni progetti, tra questi VENTO, 679 km lungo gli argini del Po che ha come obiettivo generare un flusso cicloturistico di almeno 300.000 utenti/anno per garantire consistenti flussi economici e occupazionali e il GRAB di Roma, una ciclovia di 40 Km, un vero e proprio percorso archeologico-turistico nella città eterna.

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