Speculazione

Black Friday, il migliore alleato degli indebitamenti insostenibili

Il boom di acquisti nel "venerdì nero" (+3200% in 5 anni) spinge in un circolo vizioso fatto di debiti eccessivi (facilitati dall'uso irrazionale della moneta elettronica)

Di Emanuele Isonio
Il peso dei debiti delle famiglie dell'Eurozona va dal 40% del Pil in Italia all'86% del Pil nel Regno Unito.

È presentato come il giorno degli sconti pazzi. Un manifesto per lo shopping a basso costo, foriero di grandi offerte e di occasioni da prendere al volo. Tanto più ghiotto perché, con le festività natalizie alle porte, può permettere di liberarsi dei regali per tempo, risparmiandoci pure. Ma dove c’è luce – si sa – c’è anche ombra. E quelle del black friday sono parecchie e non di poco conto.

Un inno alla compulsività

Da un lato, c’è il fatto che gli acquisti di questo “momento magico” sono molto spesso compulsivi. Dettati più dalla smania di comprare che dalla reale necessità. Sul fronte abbigliamento, ad esempio, aiutano le strategie aggressive dei big della moda che sfornano un numero sempre maggiore di collezioni durante l’anno. I dati su quanti giorni viene usato un capo d’abbigliamento rispetto agli anni e decenni scorsi sono una prova di quanto perverso sia questo trend.

2000-2015 la crescita delle vendite di abbigliamento a fronte del declino del tempo di utilizzo – fonte Ellen MacArthur Foundation, “A new textiles economy Redesigning fashion’s future”, 2017

Ma, spesso, appuntamenti come il black friday sono anche il momento in cui si comprano oggetti di maggiore entità. Si cambia lo smartphone (anche se quello “vecchio” era ancora in garanzia) o il televisore (anche se quello di casa funzionava ancora una meraviglia ma di una risoluzione appena inferiore). Nella classifica delle tipologie d’acquisto prodotti elettronici e gli elettrodomestici sono fra le prime 5 categorie.

Black friday categorie prodotti più acquistati
La top ten dei prodotti più acquistati durante il Black friday. Dati 2018 su 55 Paesi presi in considerazione. FONTE: Black Friday Global.

Un’epidemia globale

Le cifre di quanto nel mondo si spende in media solo nel weekend del black friday sono impressionanti: negli Stati Uniti, da dove la moda è ormai tradizione consolidata, la spesa media l’anno scorso ha superato i 500 dollari. Una ventina di dollari in meno è stato l’esborso medio in Canada e cento in meno in Gran Bretagna. La Germania si attesta sui 250 dollari e l’Italia 216.

Black Friday: quanto è stata la spesa media nei vari Paesi del mondo. Dati 2018. FONTE: Black Friday Global.
Black Friday: quanto è stata la spesa media nei vari Paesi del mondo. Dati 2018. FONTE: Black Friday Global.

A fare impressione però è la crescita degli acquisti durante il Black Friday in Europa: più che duplicata in Gran Bretagna dal 2013 al 2018, + 900% in Germania, +3233% in Italia, più 4900% in Francia e Turchia. Un’epidemia globale.

Andamento acquisti black friday negli ultimi 5 anni
Andamento acquisti black friday negli ultimi 5 anni. FONTE: Black Friday Global.

Non hai i soldi? Rateizzi (e ti indebiti)

Gli aspetti ambientali di questa corsa irrazionale all’acquisto non vanno ovviamente sottovalutati. Prodotti sostituiti a ritmo frenetico si trasformano in rifiuti che ancora oggi sono difficili da smaltire, in emissioni nocive prodotte sia nella fase di realizzazione degli oggetti sia nella fase di trasporto. Ma anche volendo accantonare per un momento questo aspetto, c’è poi la questione economica: davvero abbiamo il denaro sufficiente per stare dietro alle spinte consumistiche dei vari marchi? La risposta, nella maggior parte dei casi, è no. E così, ben più di quanto si pensi, gli acquisti vengono fatti a rate. Soprattutto nel caso di tv, pc, cellulari, hi-fi, frigoriferi, divani o oggetti di arredamento, la rateizzazione è proposta in automatico dai venditori.

Risultato? «Ben l’84% degli italiani ha chiesto almeno un finanziamento». rivela Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, portale che aiuta privati e imprese a uscire da situazioni di sovraindebitamento, sfruttando quanto previsto da una legge che ha ormai 7 anni (fu introdotta nel 2012 dal governo Monti) ma continua a essere decisamente poco nota.

Legge 3/2012 “salvasuicidi”: una norma poco nota contro il sovraindebitamentoTanti piccoli acquisti formano grandi debiti

Il più delle volte sono proprio acquisti di modesta entità a far entrare nel vortice dell’indebitamento. «In base alla nostra esperienza, le persone che contraggono debiti per qualche migliaio di euro, solitamente lo fanno perché scelgono di fare acquisti che, di fatto, in quel momento non possono sostenere. Si ritrovano poi a dover pagare rate, magari di poche centinaia di euro, ma che, aggiunte ad affitto, bollette e spese quotidiane, risultano insostenibili».

La cifra complessiva dei debiti contratti dalle famiglie italiane è impressionante: solo il valore del credito a consumo si aggira sui 60 miliardi di euro, e, solo nei primi tre mesi del 2019 ha fatto segnare una crescita del +9,4%. «Continuare a spingere su questa strada non è la scelta giusta, né per i consumatori né per i commercianti» commenta Bertollo.

Credito al consumo in Italia valore e trend
Credito al consumo in Italia, valore assoluto e variazione annua. DATI: dicembre 2018.

Il fattore carte di credito

A peggiorare la situazione, c’è l’aspetto della moneta elettronica. Indubbiamente sacrosanta per rendere più tracciabili i pagamenti, contrastare l’economia sommersa e ridurre anche i costi sociali del contante. Ma, soprattutto per chi non è “educato” a usarle con raziocinio, carte e bancomat rischiano di trasformarsi in alleati del sovraindebitamento. «La moneta elettronica rende più facile cedere alle tentazioni offerte da sconti e promozioni speciali» commenta Bertollo. E il Black Friday è il giorno ideale per appoggiare una carta di credito su un POS.

Nel 2018, solo nella giornata del “venerdì nero” sono state fatte 13,4 milioni di transazioni con carte di credito o debito (27,1% online, 72,9% nei negozi fisici). Se si allarga lo sguardo all’intero weekend, si sale a  35,6 milioni. I pagamenti elettronici hanno subito un’impennata del 30% rispetto alla consuetudine, visti come la scelta più pratica se si ha in programma di fare molti acquisti e possono spingere a comprare anche cose non preventivate.

«I primi mesi dell’anno, insieme a settembre, sono quelli in cui riceviamo più richieste da parte di persone oppresse dai debiti»  spiega Bertollo. «Il desiderio di regalare alle persone care ciò che desiderano, o concedersi qualche sfizio possono arrivare a pesare sul bilancio familiare. E la moneta elettronica mette in difficoltà la “contabilità mentale”. I contanti, vedendoli passare dalle nostre tasche a quelle di qualcun altro, danno una maggiore percezione della spesa e rendono più cauti negli acquisti».

Il pericolo dietro alle carte revolving (e i pochi virtuosi che dicono “no”)

A peggiorare la situazione, c’è il fatto che molte banche offrono in automatico a chi accende un conto corrente le carte di credito in formula “revolving”. Ovvero: permettono di rimborsare a rate gli acquisti fatti nel mese. Un invito a nozze per chi non ha i nervi ben saldi e anche per le stesse banche perché i tassi applicati sono ottime fonti di guadagno. Ma gli effetti perversi sono chiari: sovraindebitamento e rischio usura su tutti.

Purtroppo poche banche rifiutano questa logica e cercano di sfruttare le difficoltà psicologiche ed economiche del cliente anziché costruire un rapporto virtuoso: «Il credito è un impegno reciproco che la banca e il cliente si prendono» osserva Andrea Tracanzan, responsabile comunicazione e marketing di Banca Etica, uno dei pochi istituti che rifiuta di offrire carte revolving alla propria clientela. «In quest’ottica ci impegniamo a consigliare le persone che hanno scelto la finanza etica a contrarre prestiti per loro sostenibili. Anche per questa ragione non offriamo prodotti come le carte revolving, il cui funzionamento può portare le persone a situazioni di sovraindebitamento, con le relative conseguenze negative a livello individuale e sociale».

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