Bloomberg, borsa: il disastro delle miniere

Dal 2011 ad oggi le società minerarie quotate in borsa hanno visto la loro capitalizzazione ridursi di 1.400 miliardi di dollari. Come dire, la somma del valore ...

Foto: Eickhoff Maschinenfabrik und Eisengießerei, Bochum Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)
Foto: Eickhoff Maschinenfabrik und Eisengießerei,   Bochum Wikimedia Commons
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Dal 2011 ad oggi le società minerarie quotate in borsa hanno visto la loro capitalizzazione ridursi di 1.400 miliardi di dollari. Come dire, la somma del valore dei titoli Apple, Exxon e Google. Lo riferisce Bloomberg. Sulla disastrosa performance del comparto pesa ovviamente la crisi del mercato delle materie prime determinata, a sua volta, dalla contrazione della domanda cinese. Giovedì scorso, ricorda l’agenzia, complice anche la caduta delle borse di Shanghai e Shenzen, il prezzo medio delle materie prime grezze del settore minerario è sceso al livello più basso dal 1999.

Il Bloomberg World Mining Index, l’indicatore dello stato di salute del mercato che traccia l’andamento dei titoli di alcuni colossi come Anglo American, Rio Tinto, Glencore e BHP Billiton, viaggia ormai ai valori minimi degli ultimi undici anni. Nel dettaglio, sottolinea Bloomberg, la capitalizzazione di Anglo American Plc si aggira oggi sui 3 miliardi di sterline contro i quasi 50 del 2008. Nella sola giornata di giovedì, la compagnia ha perso l’11% sulla piazza di Londra contro il meno 8, 3% registrato dal titolo Glencore e il meno 3, 4% di Rio Tinto. Cinque i punti percentuali bruciati nella stessa seduta da BHP Billiton, la principale compagnia mineraria del Pianeta.