Finanza etica

Bloomberg, Brasile: le commodities affossano le borse

  Il drastico calo dei prezzi delle materie prime ( commodities) si abbatte sulle borse brasiliane con il rischio, ormai non più così remoto, di dare ...

Di Matteo Cavallito
Avenida Paulista, quartiere finanziario di Sao Paulo (Brasile) foto: Adrian Michael wikimedia commons

 

Avenida Paulista,   quartiere finanziario di Sao Paulo (Brasile)
Avenida Paulista, quartiere finanziario di Sao Paulo (Brasile)

Il drastico calo dei prezzi delle materie prime ( commodities) si abbatte sulle borse brasiliane con il rischio, ormai non più così remoto, di dare luogo a un incredibile sorpasso nella classifica della capitalizzazione azionaria da parte degli indici messicani. Lo sostiene Bloomberg. Al cuore del problema, nota l’agenzia, la stretta correlazione tra le fortune delle società quotate e il trend di prezzo delle commodities. Fino a qualche anno fa, rileva Bloomberg, il valore della capitalizzazione azionaria delle piazze brasiliane superava il dato messicano di quasi quattro volte con un gap che, in valore assoluto, ammontava a 1, 1 trilioni di dollari (1.100 miliardi). Ad oggi lo “spread” si è ridotto a 133 miliardi, un differenziale abbastanza esiguo da suggerire l’ipotesi di un possibile sorpasso nei prossimi 13 mesi.

Nel corso del secondo trimestre 2015, nota ancora Bloomberg, il Pil brasiliano si è contratto del 2, 6% inducendo alcuni economisti a prevedere il materializzarsi della peggiore recessione dell’ultimo quarto di secolo. Non che il Messico se la passi particolarmente bene, evidenzia ancora Bloomberg, ma il suo mercato azionario, per quanto soggetto tuttora ad un trend negativo, appare decisamente meno dipendente dalle performance di prezzo delle materie prime. Attualmente, stima ancora l’agenzia, la capitalizzazione delle borse messicane vale quasi 400 miliardi di dollari, l’11% in meno rispetto all’inizio dell’anno. Il controvalore dei titoli quotati nelle piazze brasiliane viaggia invece a quota 531 miliardi, registrando così una contrazione del 34% nel medesimo periodo.

Foto: Adrian Michael (Wikimedia Commons)

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