Bloomberg, commodities: la svolta della Cina

La Cina punta a diventare un centro globale di scambio delle commodities aprendo sempre di più le proprie piazze di scambio agli operatori stranieri. Lo ...

Lo skyline di Pechino. Foto: Jinsung Wikimedia Commons
Lo skyline di Pechino. Foto: Jinsung Wikimedia Commons

La Cina punta a diventare un centro globale di scambio delle commodities aprendo sempre di più le proprie piazze di scambio agli operatori stranieri. Lo riferisce Bloomberg. Sebbene il Paese sia diventato da tempo uno dei principali “contribuenti” della domanda globale di materie prime – dai metalli ai generi alimentari e alle risorse energetiche – la capacità di influenzare i prezzi da parte dei suoi operatori resta limitata. Aprendo progressivamente il proprio mercato locale, la Cina punta ora ad accrescere la propria influenza sulla piazza globale nonché il ruolo yuan in un settore storicamente basato sul dollaro.

 

L’internazionalizzazione delle proprie piazze di scambio potrebbe consentire alla Cina di trasformarsi “da price taker a price setter” (ovvero da soggetto che non ha influenza a soggetto determinante nella fissazione del prezzo di mercato) sostiene l’economista dell’Università di Xiamen, Wang Yanan, citato da Bloomberg.  L’operazione, aggiunge Wang, dovrebbe inoltre contribuire alla crescita del peso della valuta locale nel mercato globale e alla riduzione dei rischi di volatilità di prezzo che rappresentano da sempre una minaccia per i produttori locali. Secondo il governo di Pechino, sottolinea Bloomberg, l’apertura delle piazze di scambio dovrebbe inoltre consentire al Paese di negoziare accordi più favorevoli sulle importazioni. Un aspetto decisivo per un Paese capace di triplicare il valore del proprio import di materie prime (da 116 a 366 miliardi di dollari secondo la World Bank) negli ultimi 10 anni.