Ambiente

Bloomberg: in Germania la CO2 diventa profitto

Trasformare gli scarti inquinanti e la CO2 in prodotti da mettere sul mercato. Ovvero, convertire l’ inquinamento in profitto determinando, tra le altre cose, un ...

Di Matteo Cavallito
Un impianto industriale a Duisburg, Germania. Foto: Arnoldius (Wikimedia Commons)
Un impianto industriale a Duisburg,   Germania. Foto: Arnoldius (Wikimedia Commons)
Un impianto industriale a Duisburg, Germania. Foto: Arnoldius (Wikimedia Commons)

Trasformare gli scarti inquinanti e la CO2 in prodotti da mettere sul mercato. Ovvero, convertire l’ inquinamento in profitto determinando, tra le altre cose, un risparmio sul fronte dei costi. È ciò che starebbero tentando di fare le imprese industriali tedesche, sottoposte alla crescente pressione dei regolatori UE. Lo riferisce Bloomberg. Da ThyssenKrupp, che progetta la conversione dei gas emessi nelle sue acciaierie in metanolo, passando per Covestro (Gruppo Bayer), impegnata a trasformare il biossido di carbonio in schiuma da utilizzare nelle attrezzature sportive, nota Bloomberg, gli esempi non mancano. Un fenomeno in crescita, insomma, che potrebbe consentire alle imprese di adattarsi meglio alla rinnovata politica ambientale del Vecchio Continente.

Per anni, il crescente eccesso di offerta ha provocato un clamoroso ribasso dei prezzo dei crediti di emissione nel cosiddetto carbon market europeo. Con i valori di mercato dei contratti ai minimi storici, la UE ha avviato negli ultimi anni un primo giro di vite con l’obiettivo di ridurre l’offerta per determinare un rialzo dei prezzi rivitalizzando così il mercato (VEDI). In questo contesto, a fronte degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, le operazioni di riciclo assumono un ruolo strategico. “I benefici deriverebbero dal programma del cap-and-trade (il meccanismo di base del carbon market, ndr) che premia le compagnie capaci di ridurre le emissioni più rapidamente rispetto ai loro concorrenti concedendo a queste un più ampio numero di permessi gratuiti che possono essere rivenduti agli altri attori del mercato” scrive Bloomberg.

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