Speculazione

La Cina e i broker alla resa dei conti

Un giro di vite senza precedenti. È quello messo in atto dalle autorità cinesi contro gli eccessi degli operatori finanziari locali.

Di Matteo Cavallito
Guardia d'onore in parata in Cina

Un giro di vite senza precedenti. È quello messo in atto dalle autorità cinesi contro gli eccessi degli operatori finanziari locali. Una stretta condotta da qualche tempo che, evidenzia Bloomberg, ha conosciuto un’ulteriore accelerazione nell’ultima settimana tra indagini e provvedimenti di emergenza. Sotto la lente dei regolatori, in particolare, sono finite negli ultimi giorni tre grandi società di intermediazione: Citic Securities Co., Guosen e Haitong, tutte sospettate di violazione delle norme sul trading. Ma questa, a quanto pare, sarebbe solo la punta dell’iceberg.

La volatilità della borsa, evidenziatasi in particolar modo in estate con il crollo improvviso degli indici, riferisce Bloomberg, ha indotto i regolatori a imporre una messa al bando di alcune pratiche speculative, a cominciare dalla vendita allo scoperto (short selling), una strategia utilizzata tipicamente per trarre profitto dai ribassi di prezzo. Lo sviluppo delle indagini starebbe facendo emergere inoltre situazioni al limite del grottesco. Tra queste, il clamoroso caso della già citata Citic che, nei giorni scorsi, ha ammesso di aver erroneamente sovrastimato le proprie operazioni in derivati condotte tra aprile e settembre comunicando alle autorità una cifra complessiva da circa 1 trilione di yuan (157 miliardi di dollari) a fronte di un controvalore reale decisamente inferiore (6, 2 miliardi di dollari secondo quanto riportato dalla Reuters, ripresa nei giorni scorsi dalla BBC).

La sensazione, in ogni caso, è che l’azione dei regolatori sia destinata ad intensificarsi. Secondo Paul Gillis, docente della Guanghua School of Management dell’Università di Pechino, interpellato da Bloomberg, “l’iniziale caccia ai colpevoli” si sarebbe trasformata in una più vasta operazione di pulizia (“broader clean-up”), ovvero in un passo in avanti decisivo nel processo di riforma dei mercati. “Prima d’ora il governo non aveva mai messo in pratica un reale giro di vite contro i broker” ha dichiarato a Bloomberg Hu Xingdou, docente di economia presso il Beijing Institute of Technology. “E questo è solo l’inizio” ha aggiunto.

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