Bloomberg, la Svizzera frena sulla trasparenza

La Svizzera applaude l’iniziativa del colosso del trading Trafigura, pronto ad rendere pubblici i dati sui contratti di concessione siglati con i governi dei ...

Ginevra, Svizzera. Foto: Alexey M. Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale (CC BY-SA 4.0)
Ginevra,   Svizzera. Foto: Alexey M. (Wikimedia Commons)
Ginevra, Svizzera. Foto: Alexey M. (Wikimedia Commons)

La Svizzera applaude l’iniziativa del colosso del trading Trafigura, pronto ad rendere pubblici i dati sui contratti di concessione siglati con i governi dei Paesi esteri in cui opera. Ma le autorità elvetiche, al tempo stesso, non obbligheranno gli altri operatori a prendere decisioni analoghe. Lo segnala Bloomberg. Al centro della questione la campagna lanciata dalla Extractive Industries Transparency Initiative (EITI), un’organizzazione che raccoglie rappresentanti di imprese, governi e associazioni della società di 48 Paesi, la cui conferenza annuale si apre oggi a Berna. EITI chiede da tempo alle multinazionali di rendere noti i dati sul valore dei contratti firmati con i governi, una richiesta, quest’ultima, già accolta da alcuni giganti dell’estrazione come BP, Royal Dutch Shell e Rio Tinto. Nel comparto trading (distribuzione e commercializzazione delle materie prime) l’adesione di Trafigura costituisce tuttora un caso isolato.

La Svizzera, ricorda Bloomberg, rappresenta il più importante hub del trading internazionale delle materie prime. Nel Paese, dicono gli ultimi dati, sono domiciliate circa 500 società del settore tra cui i giganti Vitol, Gunvor e Mercuria Energy Group (tutti con sede a Ginevra), mentre le attività del comparto contribuiscono al 4% del Pil nazionale. Eppure, ha chiarito Monica Rubiolo, numero uno della Divisione per il sostegno macroeconomico del Ministero dello Swiss State Secretariat for Economic Affairs (SECO), citata da Bloomberg, il governo elvetico non intende fare da capofila nella campagna internazionale per la regolamentazione. “Guardiamo con molta attenzione alle iniziative delle altre giurisdizioni e siamo interessante a cercare un dialogo e a discutere in merito a quali strumenti possano essere messi in campo per garantire maggiore trasparenza” ha affermato. “Ma tutto questo deve avvenire in modo coordinato”.