Ambiente

Boschi italiani come materia prima strategica

Un impegno comune ad accelerare al massimo tutte le azioni in grado di portare a un’efficiente gestione della risorsa legnosa presente nei nostri boschi, ...

Di Martina Valentini
Foto di Andrea Proietti - archivio fotografico PEFC Italia
Foto di Andrea Proietti - archivio fotografico PEFC Italia
Foto di Andrea Proietti – archivio fotografico PEFC Italia

Un impegno comune ad accelerare al massimo tutte le azioni in grado di portare a un’efficiente gestione della risorsa legnosa presente nei nostri boschi, nell’ambito dei principi di sostenibilità ambientale, così come prevedono i relativi protocolli internazionali, coerentemente al piano nazionale della filiera legno, che si prefigge di promuovere un Made in Italy dell’industria del legno, partendo proprio dalla foresta italiana.

Questo l’obiettivo dell’“ Accordo inter-regionale sul prelievo boschivo” firmato oggi a Verona fra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Liguria, che vede tutti gli stakeholder della filiera foresta-legno-energia operare, per la prima volta, in totale sinergia. Punto di partenza, la convinzione che il patrimonio forestale costituisca una risorsa economica, ambientale e socioculturale fondamentale, a oggi non adeguatamente utilizzata.

L’ambito territoriale che interessa questo accordo vede, oltre a Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia anche la Liguria e, con sottoscrizione a margine, Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano e Umbria. Il patrimonio forestale delle Regioni coinvolte nella stipula dell’accordo, copre circa il 29% della loro superficie totale (per superficie forestali si intendono i “boschi alti” secondo definizione bosco FAO e dati Inventario Nazionale Forestale Carbonio 2005) ed è pari a circa 3 milioni di ettari. Su questa superficie forestale esiste un capitale legnoso di circa 500 milioni di m³ che si caratterizza per un accrescimento annuo in volume pari a circa 10, 5 milioni di m³ considerando le aree disponibili al prelievo. Il prelievo medio annuo è di circa 1, 8 milioni di m³, e rappresenta il 18% del prelievo sostenibile sotto il profilo ambientale.

L’accordo impegna i firmatari, tra cui PEFC Italia, lo schema di certificazione forestale più diffuso in Italia e nel mondo – tra le varie azioni previste – a promuovere la formazione e aggiornamento degli operatori boschivi per aumentare o consolidare la qualità del lavoro e per stimolare l’innovazione e la competitività nel settore forestale. Inoltre, prevede controlli a tutela del lavoro boschivo regolare e del commercio legale del legno (anche in attuazione della direttiva europea sulla Timber Regulation – Due Diligence), oltre all’applicazione del principio dell’uso a cascata.

@lamarty_twi

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