Ambiente

Brasile: il popolo Kawahiva rischia di scomparire

“Ondate di taglialegna stanno invadendo il territorio di uno dei popoli più vulnerabili del pianeta. Sono gli ultimi Kawahiva, i sopravvissuti di una tribù più ...

Di Matteo Cavallito
Foto: © Survival International (www.survival.it/)
Foto: © Survival International (www.survival.it/)
Foto: © Survival International

“Ondate di taglialegna stanno invadendo il territorio di uno dei popoli più vulnerabili del pianeta. Sono gli ultimi Kawahiva, i sopravvissuti di una tribù più grande i cui membri sono stati uccisi o sono morti per malattie”. È l’allarme lanciato dalla Ong Survival International, impegnata da tempo nel sostegno alla causa della tribù indigena brasiliana, la cui sopravvivenza è tuttora minacciata da una vera e propria invasione territoriale.

 

Presenti nel territorio del Rio Pardo all’interno dello stato del Mato Grosso, nel Brasile centro-occidentale, i Kawahiva rientrano nella categoria dei cosiddetti “ popoli incontattati”, una caratteristica che li espone a un’evidente condizione di vulnerabilità. La mancanza di difese immunitarie nei confronti delle malattie più comuni e il fragile equilibrio che garantisce la sopravvivenza di questi popoli in rapporto con l’ecosistema in cui sono da sempre inseriti rappresentano infatti micidiali fattori di rischio in relazione a qualsiasi contatto con altri esseri umani.

VIDEO – Gli ultimi Kawahiva

Non stupisce, dunque, che il crescente sfruttamento delle risorse naturali del luogo – nell’area del Rio Pardo, ricorda Survival, i tassi di deforestazione illegale sono i più alti dell’Amazzonia brasiliana – abbiano creato da tempo una vera e propria emergenza umanitaria alla quale, tuttavia, le autorità non sarebbero state in grado finora di far fronte in modo efficace.

 

“La situazione dei Kawahiva è così grave che nel 2005 un Pubblico Ministero ha avviato la prima indagine del Brasile sul genocidio di una tribù incontattata” si legge in un comunicato diffuso da Survival Italia. “Ventinove persone sospettate di coinvolgimento nell’uccisione dei Kawahiva – tra cui un ex governatore di stato e un poliziotto – sono stati arrestati ma in seguito rilasciati”. Da allora, riferisce ancora Survival, gli arrivi dei taglialegna non si sono arrestati.

 

Nell’aprile 2016, il Ministro della Giustizia brasiliano aveva siglato un apposito decreto per creare un territorio indigeno protetto con l’obiettivo di preservare la tribù dal contatto con gli estranei. Un passo avanti importate, sostiene Survival, che, tuttavia, non ha avuto gli effetti sperati. “Il decreto non è stato ancora adeguatamente implementato – si legge nella nota – e oggi il piccolo team che sta lavorando sul campo per proteggere il territorio rischia di subire gravi tagli al suo budget”.

 

“I Kawahiva sono in trappola” ha dichiarato Jair Candor, un funzionario esperto del FUNAI, il Dipartimento agli Affari Indigeni del Brasile. “Se ci sarà un contatto, per loro sarà devastante. L’unico modo per garantire la loro sopravvivenza è mappare la loro terra e istituire una squadra di protezione permanente del territorio. Altrimenti saranno relegati ai libri di storia, proprio come tanti altri popoli indigeni di questa regione”.

 

“Il Brasile si è impegnato a proteggere la terra dei Kawahiva in aprile, ma il governo si mostra recalcitrante e si rischia una crisi umanitaria urgente e terribile” ha commentato Stephen Corry, Direttore generale di Survival. “La terra dei Kawahiva è ancora invasa e la loro foresta viene ancora distrutta. È arrivato il momento che il Brasile intervenga come promesso, prima che sia completato il genocidio di un intero popolo.”

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