Finanza etica

Brexit: le startup UK guardano all’Asia

Spaventate dalle conseguenze della Brexit, le startup britanniche del settore tecnologico guardano a un nuovo canale di finanziamento: l’ Asia. Lo ha riferito nei giorni ...

Di Matteo Cavallito
Singapore, una delle maggiori piazze finanziarie asiatiche. Foto: Jxcacsi Wikimedia Commons
Singapore,   il centro cittadino. Foto: Jxcacsi Wikimedia Commons
Singapore, il centro cittadino. Foto: Jxcacsi Wikimedia Commons

Spaventate dalle conseguenze della Brexit, le startup britanniche del settore tecnologico guardano a un nuovo canale di finanziamento: l’ Asia. Lo ha riferito nei giorni scorsi la CNBC. Emblematico, nella cronaca dell’emittente americana nella sua edizione online, il caso della londinese ScreenCloud che, subito dopo l’esito referendario ha iniziato a sondare le opportunità offerte dagli investitori di Singapore e Thailandia. L’azienda, sostiene la CNBC, spera di raccogliere nuovi capitali per 1, 25 milioni di dollari.

Ad oggi, riferisce ancora l’emittente Usa, quello asiatico rappresenta un mercato ricco di potenzialità: da un lato, ci sono le operazioni delle società Usa del fintech (il settore dell’innovazione tecnologica legata ai servizi finanziari) interessate a guardare a nuovi territori di crescita all’infuori della consolidata Silicon Valley; dall’altro vi sono le potenzialità di crescita della domanda interna nel mercato asiatico dove la diffusione di internet è ancora parziale. Negli ultimi 12 mesi, nota ancora la CNBC citando le parole del ceo di ScreenCloud, Mark McDermott, il numero di società del fintech registrate a Singapore è cresciuto del 200%. “In molti mercati tra cui Vietnam, Thailandia e Filippine, il discorso sul fintech è appena iniziato e i consumatori sono affamati di nuove soluzioni” ha dichiarato McDermott.

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