Ambiente

California, il «mea culpa» delle agenzie per ambiente e petrolio

Le agenzie californiane incaricate di sorvegliare la produzione petrolifera e tutelare le risorse idriche dello Stato non sono state in grado, finora, di adempiere al ...

Di Valentina Neri


Le agenzie californiane incaricate di sorvegliare la produzione petrolifera e tutelare le risorse idriche dello Stato non sono state in grado, finora, di adempiere al proprio compito. Ad ammetterlo in prima persona sono stati proprio i rappresentanti di tali enti.
Nella giornata di ieri si è infatti tenuta un’udienza di circa due ore in cui gli ufficiali del Dipartimento per la tutela della California, la sua divisione per il Petrolio, il gas e le risorse geotermiche e l’ Ufficio per il controllo delle risorse idriche sono stati chiamati a parlare di fronte ai senatori. E a promettere di cambiare decisamente rotta nella loro gestione dello smaltimento delle acque reflue provenienti dai pozzi petroliferi.
L’incontro, riporta il quotidiano californiano, ha avuto toni decisamente tesi. La senatrice Hannah-Beth Jackson ha parlato di carenze « endemiche» e di «un grave squilibrio tra il ruolo di regolamentare il settore del gas e del petrolio e quello di proteggere la popolazione». L’estate scorsa la divisione per il Petrolio, il gas e le risorse geotermiche ha ammesso di aver inavvertitamente consentito per anni alle compagnie petrolifere di riversare le acque di scarto nelle falde protette, in violazione delle leggi federali. Un errore “ scioccante”, stando alle parole dell’Agenzia per la protezione ambientale. Tanto più perché, negli anni precedenti, l’ente si era più volte lamentato delle carenze di budget, ma dal 2010 ha ricevuto nuovi finanziamenti per milioni di dollari. «Si tratta di una questione di management – ha dichiarato il senatore Lois Wolk –. È questo il problema, non certo le risorse».

Foto: Wikimedia Commons (pubblico dominio)

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