Ambiente

Principe Carlo: dai cambiamenti climatici la guerra in Siria

Il peso crescente dei cambiamenti climatici messo in diretta relazione con la guerra civile in atto ormai da oltre 3 anni in Siria. Una posizione che ...

Di Corrado Fontana
Abitazioni distrutte ad Azaz. Di Voice of America News: Scott Bob report from Azaz, Syria. [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Abitazioni distrutte ad Azaz. Di Voice of America News: Scott Bob report from Azaz,   Syria. [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Abitazioni distrutte ad Azaz. Di Voice of America News: Scott Bob report from Azaz, Syria. [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Il peso crescente dei cambiamenti climatici messo in diretta relazione con la guerra civile in atto ormai da oltre 3 anni in Siria. Una posizione che non arriva dalle ong ambientaliste o dagli scienziati ma da un personaggio come il principe Carlo d’Inghilterra, da tempo impegnato sui temi dell’ambiente ma pur sempre appartenente all’establishment mondiale. Non a caso Carlo ha preparato un suo discorso per l’apertura della prossima conferenza sul clima delle Nazioni unite ( Cop21) il 30 novembre, a Parigi.

A quanto riporta il quotidiano britannico «The Guardian», la posizione dell’erede al trono di Elisabetta II è stata espressa in una intervista rilasciata qualche giorno fa – prima degli attentati di Parigi del 13 novembre – e in programma oggi su Sky News. Una serie di risposte  in cui il principe di Galles avrebbe attribuito alla lunga  siccità in Medio Oriente un ruolo scatenante del conflitto che ha generato una crisi dei rifugiati e favorito la creazione del sedicente Stato islamico ( Isis). In sostanza, i  cambiamenti climatici potrebbero essere stata una delle cause della guerra civile in Siria. Non solo. Secondo Carlo ci sarebbero legami tra i cambiamenti climatici e il terrorismo.

Mappa carenza globale acqua nel 2040 - World Research Institute,   agosto 2015
Mappa carenza globale acqua nel 2040 – World Research Institute, agosto 2015

Sottolineando il peso dei 5-6 anni di siccità che stanno martoriando la Siria e che provocano la pressione di milioni di rifugiati, le parole di Carlo non fanno che richiamare il tema di una crescente carenza d’ acqua rispetto ai bisogni della popolazione in aumento e dei Paesi in via di sviluppo sul pianeta. Un problema che, secondo il World Resources Institute, si farà via via più grave: nel 2040 saranno 33 i Paesi del mondo con una drammatica carenza d’acqua rispetto al proprio fabbisogno idrico, 14 dei quali in Medio Oriente.

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