Ambiente

Cambiamento climatico, questo sconosciuto…

Due quinti circa della popolazione adulta del Pianeta non ha mai sentito parlare del cambiamento climatico. Lo sostiene un rapporto realizzato da un equipe di ...

Di Matteo Cavallito


Due quinti circa della popolazione adulta del Pianeta non ha mai sentito parlare del cambiamento climatico. Un dato su cui pesa in particolare la scarsa conoscenza del fenomeno registrata nei Paesi più poveri nei quali, tuttavia, emerge una maggiore consapevolezza dei rischi ad esso associati da parte di coloro che non ne ignorano l’esistenza. Sono queste le principali conclusione del rapporto “Predictors of Public Climate Change Awareness and Risk Perception Around the World” realizzato da un equipe di ricercatori guidati dal docente di Yale Anthony Leiserowitz e pubblicato in questi giorni dalla rivista Nature.

 

Nelle aree più sviluppate del mondo – America settentrionale, Europa e Giappone – la conoscenza, più o meno esaustiva, del fenomeno è condivisa da oltre il 90% della popolazione. In alcuni Paesi come Egitto, India e Bangladesh, il 65% delle persone ignora completamente il problema. La Liberia – dove l’espressione cambiamento climatico è nota soltanto al 15% della popolazione – è il Paese con la più bassa conoscenza del fenomeno al mondo.

 

Quando si parla di rischi, tuttavia, gli equilibri si ribaltano. La percezione della pericolosità del climate change, infatti, sembra essere decisamente più diffusa nella aree emergenti o in via di sviluppo piuttosto che in quelle più avanzate. In ogni Paese sudamericano, nota il Guardian osservando le cifre diffuse dall’indagine, la percezione dei rischi connessi al cambiamento climatico è condivisa dal 90% di coloro che sono a conoscenza del fenomeno. Percentuali simili anche in, India, Tanzania, Marocco e Giappone, l’unico caso di economia avanzata che presenta un livello di preoccupazione paragonabile a quello percepito nel sud del mondo. La percezione dei rischi del climate change, ricorda ancora il Guardian, interessa appena il 50% dei russi che conoscono il fenomeno. Nel Regno Unito, ricorda il quotidiano The Independent, non si arriva al 70%.

 

 

Foto: Richard Brand (Wikimedia Commons)

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