Ambiente

Carbone, killer senza confini: rapporto WWF shock

“È necessaria un’azione trasformatrice per attenuare questo numero di morti”: i morti citati sono quelli dell’ inquinamento atmosferico e l’invocazione proviene dall’editoriale dell’...

Di Corrado Fontana
Copertina rapporto Europe's Dark Clouds sull'inquinamento dell'aria da carbone - WWF 2016
Copertina rapporto Europe's Dark Clouds sull'inquinamento dell'aria da carbone - WWF 2016
Copertina rapporto Europe’s Dark Clouds sull’inquinamento dell’aria da carbone – WWF 2016

“È necessaria un’azione trasformatrice per attenuare questo numero di morti”: i morti citati sono quelli dell’ inquinamento atmosferico e l’invocazione proviene dall’editoriale dell’autorevolissima rivista scientifica «The Lancet». L’allarme nasce dai numeri contenuti nel rapporto Europe’s Dark Cloud: How coal-burning countries are making their neighbours sick diffuso dal WWF, che l’ha elaborato insieme ad altre organizzazioni (Climate Action Network Europe – CAN, Health and Environment Alliance – HEAL e Sandbag) e presentato alcuni giorni fa a Bruxelles.

C’è  infatti un killer transfrontaliero e silenzioso che si aggira nei cieli dell’ Europa, responsabile di più morti del virus HIV, della tubercolosi e delle ferite da incidenti stradali messi insieme, ed è l’inquinamento atmosferico derivante dalla combustione del carbone, cui sono attribuiti 6, 5 milioni di decessi ogni anno a livello globale. E se le morti premature dovute all’inquinamento interno si stima diminuiranno di 500 mila unità annue (scendendo a 3 milioni di individui) entro il 2040, le morti premature dovute all’inquinamento esterno – cioè proveniente da altri Paesi – aumenterà dalle attuali 3 milioni a 4, 5 milioni nel medesimo periodo.

Copertina rapporto Energy and Air Pollution sull'inquinamento dell'aria - IEA 2016
Copertina rapporto Energy and Air Pollution sull’inquinamento dell’aria – IEA 2016

Numeri spaventosi che giustificano il grido di «The Lancet» e l’invocazione perentoria di un’ azione politica internazionale congiunta condotta senza balbettii e bilancini economici. Perché Europe’s Dark Cloud per la prima volta ha quantificato gli effetti sulla salute dell’inquinamento atmosferico da carbone che si diffonde oltre i confini nazionali, associando alle emissione tossiche connesse alla generazione di elettricità fino a 62, 3 miliardi di euro di costi economici. E così, sottolinea il rapporto, le 1200 morti premature che ogni anno avvengono in un Paese come la Francia, dove si brucia poco carbone, derivano dall’inquinamento atmosferico prodotto in Repubblica Ceca, Germania, Polonia, Spagna, e Regno Unito.

Perché l’ aria, si sa, per spostarsi non ha bisogno né di autorizzazioni né di documenti, e allora l’unica strada è ridurre le emissioni dappertutto, e che la politica agisca di concerto, come ribadito anche dalla Internacional Energy Agency (IEA) in uno speciale rapporto (Energy and Air Pollution 2016). Un lavoro, quello della IEA, che tuttavia «The Lancet» critica per la scarsa ambizione degli obbiettivi e degli scenari, che porrebbero l’Europa in deciso ritardo rispetto all’efficacia dei provvedimenti adottati negli USA.

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