Carceri USA, l’economia sommersa delle tagliatelle

Non sono più le sigarette né gli alcolici passati di nascosto a dominare gli appetiti dell’ economia sommersa all’interno delle prigioni USA, perché a ...

Di Corrado Fontana
Noodles, tagliatelle alla base del piatto di ramen. Di Jastrow (Opera propria (own picture)) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Michael Gibson-Light
Michael Gibson-Light

Non sono più le sigarette né gli alcolici passati di nascosto a dominare gli appetiti dell’ economia sommersa all’interno delle prigioni USA, perché a soppiantarle sono ora le confezioni di piatti pronti di tagliatelle, alla base del cosiddetto ramen giapponese.

A certificarlo è uno studio in via di pubblicazione realizzato da Michael Gibson-Light, dottorando presso la School of Sociology dell’Università dell’Arizona, secondo cui i detenuti reagiscono così ai tagli alle risorse destinate ai penitenziari, che stanno peggiorando sensibilmente la qualità di alcuni servizi, come ad esempio quelli di mensa, ovvero puntando sui beni alimentari.

Di fatto l’aumento della diffusione del ramen come valuta interna alle prigioni nell’ambito dell’ economia informale che sfrutta il baratto è un segnale della cosiddetta ” frugalità punitiva” che costringe i carcerati a rivedere le proprie priorità di valore per garantirsi standard di vita accettabili. Una politica non formalizzata che,  sottolinea Gibson-Light, mentre riduce in tutta l’ America le risorse per il sistema carcerario, scarica molti dei costi un tempo sostenuti dall’amministrazione sui detenuti stessi. Di fatto la crescita di valore delle tagliatelle sarebbe quindi una risposta al calo di investimenti nei servizi effettuati dal Bureau of Prisons.

La ricerca Gibson-Light è parte di una indagine svolta tra maggio 2015 e maggio 2016, con interviste e osservazione di quasi 60 persone tra detenuti e membri del personale di un carcere maschile.

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