Cibo e speculazione: la UE rivede le norme

Il commissario Hill non presenterà al Parlamento UE la bozza, giudicata troppo blanda, sui “limiti di posizione”. Il testo tornerà all'ESMA per la revisione

Di Matteo Cavallito
Il Parlamento UE. Foto: Marco Ammon (Wikimedia Commons)

Le norme europee pensate per limitare la speculazione nel settore delle materie prime (commodities) alimentari saranno ufficialmente riviste. Lo rende noto l’Ong Finance Watch. Accogliendo l’invito dei gruppi di pressione attivi sul tema, il commissario europeo per i servizi finanziari Jonathan Hill ha infatti deciso di non presentare la bozza sui “limiti di posizione” che avrebbe dovuto essere sottoposta al Parlamento UE per la discussione e l’approvazione. Le regole – giudicate troppo blande dai critici – saranno così riviste prima di essere ripresentate in futuro in una versione, si spera, più stringente ed efficace.

Nel 2014, ricorda Finance Watch, i legislatori europei avevano dato il via libera alla riforme delle regolamentazione dei mercati finanziari. Il nuovo corpus normativo – noto come MiFID II – prevede, tra le altre cose, l’introduzione di un limite all’esposizione dei singole operatori sul mercato dei titoli finanziari derivati che hanno come sottostante le commodities alimentari. Obiettivo delle nuove norme è la riduzione dei margini di volatilità dei prezzi di questi ultimi che, per lo meno nel breve periodo, incidono direttamente sul valore di mercato dei prodotti alimentari, determinando conseguenze potenzialmente distruttive soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

La decisione di Hill viene incontro alle richieste di alcuni membri del Parlamento UE che avevano minacciato di respingere il testo qualora quest’ultimo non fosse stato rivisto. La bozza torna dunque nelle mani dell’ ESMA (European Securities and Markets Authority) che si occuperà ora di riformularne il contenuto. “È importante ottenere regole adeguate per ridurre l’eccessiva speculazione” ha dichiarato il segretario generale di Finance Watch, Christophe Nijdam, in una nota diffusa dalla stessa organizzazione.

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