Cina, 500 persone impegnate nel monitoraggio radiazioni

Il governo cinese ha fatto sapere che sta impegnando 500 persone, di cui circa 350 lungo il confine nord-coreano, in un lavoro di monitoraggio per capire se ...

Il governo cinese ha fatto sapere che sta impegnando 500 persone, di cui circa 350 lungo il confine nord-coreano, in un lavoro di monitoraggio per capire se le radiazioni derivanti dall’esplosione della presunta bomba ad idrogeno fatta esplodere dalla Corea del Nord abbiano avuto delle conseguenze sulla salute delle persone.
Lo scorso 6 Gennaio, Kim Jong-Un ha dichiarato che la Corea del Nord ha fatto, nei propri mari, un test di autodifesa per verificare il funzionamento di una bomba ad idrogeno. L’attività ha scosso l’opinione pubblica mondiale e la pronta reazione allarmata dei governi, in primis gli Stati Uniti d’America che hanno attivato i cacciabombardieri per sorvolare l’aerea e che non credono si tratti di idrogeno bensì di una bomba atomica.
Il Ministero dell’Ambiente cinese ha inoltre fatto sapere di aver attivato 37 stazioni di monitoraggio fisse e 14 mobili: al momento ha escluso possibilità di impatto delle radiazioni ma ha comunque avviato la verifica dopo che i residenti cinesi delle aree di confine si sono allarmati per le potenziali conseguenze.
Pechino è al momento il principale sostenitore economico e diplomatico della Corea del Nord, ma ha più volte espresso forti critiche contro Pyongyang per i suoi test nucleari tanto da aver votato al Consiglio di sicurezza Onu a favore delle sanzioni proposte contro il Paese guidato da Kim Jong-Un.