Finanza etica

Cina, in arrivo un nuovo giro di vite sulle banche?

Il governo cinese sarebbe pronto ad approvare norme ad hoc per vietare che gli istituti di credito riescano ad aggirare i limiti imposti all’erogazione ...

Di Valentina Neri


Il governo cinese sarebbe pronto ad approvare norme ad hoc per vietare che gli istituti di credito riescano ad aggirare i limiti imposti all’erogazione di prestiti.
Lo spiega l’agenzia Bloomberg, che cita due fonti che hanno preferito rimanere anonime. Stando a tali indiscrezioni, la Commissione per la regolamentazione bancaria cinese avrebbe preparato una bozza di normativa che limita la possibilità delle banche di sfruttare i repurchase agreements per spostare determinati asset dal proprio bilancio. Si tratta in sostanza dei pronti contro termine, vale a dire della vendita di un asset a fronte dell’impegno di riacquistarlo nell’arco di un breve periodo. Spesso inoltre la controparte delle transazioni non è una banca in senso stretto ma un altro tipo di società finanziaria che è soggetta a requisiti di capitale meno stringenti. La nuova normativa, dunque, limiterebbe il totale dei prestiti ad altre società finanziarie al 50% dei depositi di un istituto e fermerebbe al 25% la quota che può essere prestata a società non bancarie.
Tali misure andrebbero ad aggiungersi a quelle già approvate negli ultimi mesi per rafforzare la supervisione sull’immenso volume di prestiti erogati nel gigante asiatico. Non mancano infatti gli analisti che ritengono che il boom cinese sia stato alimentato da una sorta d i bolla del credito. E che diversi istituti siano in bilico per i prestiti concessi agli enti locali o alle piccole imprese, che pagano le conseguenze del rallentamento della crescita del Pil.  

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