Speculazione

Cina, borsa: arrivano le norme di stabilità

A partire dal 1° gennaio 2016 le borse cinesi saranno soggette a nuovi meccanismi di stabilità con l’obiettivo di limitare i danni provocati dalle eccessive altalene ...

Di Matteo Cavallito
Il distretto finanziario di Pudong a Shanghai. Foto: Alex Needham Wikimedia Commons

A partire dal 1° gennaio 2016 le borse cinesi saranno soggette a nuovi meccanismi di stabilità con l’obiettivo di limitare i danni provocati dalle eccessive altalene di prezzo già note alle recenti cronache finanziarie. Lo riferisce l’agenzia Xinhua. Protagoniste del giro di vite saranno le piazze di Shanghai e Shenzen nonché la China Financial Futures Exchange, la piattaforma in cui vengono scambiati i contratti futures sugli indici, che, dall’inizio del prossimo anno potranno subire sospensioni per eccesso di rialzo o di ribasso. Nel dettaglio, nota l’agenzia, una variazione superiore al 5% rispetto alla chiusura precedente da parte del CSI 300, il principale indice azionario cinese, determinerà uno stop alle contrattazioni per 15 minuti. Una fluttuazione del 7%, invece, farà scattare la sospensione permanente per l’intera giornata.

Il sistema di sospensione è ampiamente utilizzato dalle maggiori borse di tutto il mondo ma, al momento, rappresenta un’assoluta novità per il mercato cinese. La riforma, che non si applica tuttavia al mercato dei futures sui titoli sovrani di Pechino, mira a garantire maggiore stabilità ai mercati finanziari locali, già soggetti, la scorsa estate, a una prolungata fase di volatilità. L’introduzione delle nuove regole, nota l’agenzia, non sembra convincere del tutto. Secondo alcuni analisti, rileva infatti Xinhua, i meccanismi di sospensione non sarebbero in grado in definitiva di arrestare un trend rialzista o ribassista. Ma solo di rimandarlo.

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