Cambiamento climatico: imprese ancora in ritardo

Le aziende attive nel mercato globale sono ancora impreparate di fronte alle sfide del cambiamento climatico. Lo segnala un’indagine dell’ente di certificazione DNV ...

Cambiamenti climatici e eventi atmosferici estremi, un fulmine. CC0 Creative Commons da Pixabay.com

Le aziende attive nel mercato globale sono ancora impreparate di fronte alle sfide del cambiamento climatico. Lo segnala un’indagine dell’ente di certificazione DNV GL realizzata con il sostegno di GFK Eurisko. Lo studio, che ha coinvolto più di 1.200 professionisti in un gran numero di aziende (148 quelle italiane) di differenti comparti in Europa, in Asia e nell’intero continente americano, è stato realizzato a giugno ma i risultati sono stati resi noti solo in questi giorni.

Le maggiori preoccupazioni connesse al cambiamento climatico sono legate agli aumenti di temperatura e alle ondate di calore (55%), seguite dalle tempeste (44%) e dalle alluvioni (38%). L’ipotesi più diffusa è che gli impatti del clima sulle attività di impresa possano manifestarsi in tempi rapidi – non più di dieci anni secondo 7 aziende su 8 – e non manca chi afferma di aver già sperimentato conseguenze evidenti sulla propria catena di valore (una su quattro). Gli operatori, insomma, sembrano consapevoli dei rischi ma nella maggior parte dei casi evidenziano una scarsa lungimiranza: ad oggi, afferma la ricerca, solo il 25% delle aziende ha già adottato misure di adattamento o di resilienza, percentuale che sale però a quota 40% per le imprese più grandi.

“Sembra esserci confusione tra azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e azioni di mitigazione, dato che più del 43% delle imprese coinvolte menziona iniziative che rientrano nella definizione più ampia di resilienza climatica” afferma Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance. “Gli sforzi di mitigazione sono cruciali per ridurre le emissioni di gas serra” prosegue, “ma da soli non consentiranno a un’azienda di adattarsi ai cambiamenti climatici o di sviluppare resilienza. C’è, dunque, un enorme potenziale per accrescere la consapevolezza e la preparazione delle aziende nella gestione degli effetti dei cambiamenti climatici”.

A motivare le imprese, suggerisce ancora lo studio, sembrano essere soprattutto i fattori esterni. Leggi e regolamenti (per il 50% delle società intervistate) ed esigenze o richieste da parte dei clienti (43%) guidano la classifica delle ragioni che spingono le aziende ad agire, precedendo in graduatoria motivazioni come le preoccupazioni dell’opinione pubblica, la responsabilità sociale e il bisogno di garantire la continuità operativa. Tra le imprese più attive, infine, resta forte la convinzione di poter trarre dalle azioni di resilienza un beneficio in termini di vantaggio competitivo e di creazione di valore.