Energia

CNBC, petrolio: un 2016 a basso costo

I lievi rialzi sperimentati dal prezzo del petrolio nelle sedute prenatalizie non dovrebbero aprire la strada a un significativo rally del barile, il cui valore ...

Di Matteo Cavallito
Impianto petrolifero in Nigeria. Foto: Sixoone Wikimedia Commons
Impianto petrolifero in Nigeria. Foto: Sixoone Wikimedia Commons
Impianto petrolifero in Nigeria. Foto: Sixoone Wikimedia Commons

I lievi rialzi sperimentati dal prezzo del petrolio nelle sedute prenatalizie non dovrebbero aprire la strada a un significativo rally del barile, il cui valore di mercato, al contrario, sarebbe destinato a mantenersi basso per buona parte del 2016. Lo sostiene la CNBC citando l’opinione di Tom Kloza, analista e fondatore della società di consulenza OPIS (Oil Price Information Service). Secondo Kloza, una risalita del prezzo del greggio attorno a quota 50 dollari non dovrebbe verificarsi prima della fine del prossimo anno.

Nell’opinione dell’analista, ripreso ancora dall’emittente Usa, un eventuale rialzo anticipato dei prezzi potrebbe essere determinato soltanto da circostanze geopolitiche particolarmente rilevanti, qualcosa, insomma “capace di andare oltre il fattore ISIS, qualcosa capace di minacciare i pozzi di petrolio e parte della produzione”. Interessante, rileva ancora Kloza, lo “spread” tra il prezzo del barile e quello della benzina. Quest’ultimo, osserva l’analista, si mantiene tuttora piuttosto alto nel mercato Usa garantendo così margini più elevati per i produttori.

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