Ambiente

Coccopalmerio: “Equiparare i migranti ambientali ai rifugiati politici”

Proposta-choc del cardinale Francesco Coccopalmerio all'XI Forum ambientale dell'Informazione cattolica. Entro il 2030 potrebbero essere 250 milioni gli esseri umani costretti alla fuga per i cambiamenti climatici

Di Emanuele Isonio


« I migranti ambientali devono avere le stesse garanzie internazionali dei rifugiati». La proposta, che se accettata obbligherebbe gli Stati a rivoluzionare le proprie politiche di accoglienza, è stata formulata dal presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, cardinale Francesco Coccopalmerio, durante i lavori dell’XI Forum dell’Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato, aperto ieri a L’Aquila e organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus.

 

 

« L’aumento dei migranti che fuggono dalla miseria aggravata dal degrado ambientale è tragico», ha denunciato Coccopalmerio. Eppure « non sono riconosciuti come rifugiati dalle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo, di fronte a queste tragedie c’è una indifferenza generale.   La mancanza di reazioni di fronte a questi dram­mi è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile ».

 

 

La proposta che viene dall’esponente vaticano riprende le stime che l’Acnur, Alto commissariato Onu per i rifugiati, ha formulato già da qualche anno (e che  Valori  ha già rivelato sei anni fa, vedi n.73 di ottobre 2009). Da qui al 2030 si prevede che, con un riscaldamento globale di 0.2 gradi ogni decennio, « 250 milioni di esseri umani saranno costretti a fuggire per sempre dai loro Paesi, divenuti invivibili per siccità, desertificazione, inondazioni ed erosione del suolo». In pratica è come se l’intera popolazione degli Stati Uniti d’America fosse costretta a spostarsi. O come se un esodo coinvolgesse i cittadini di Italia, Spagna, Francia e Germania.

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