Commercio equo solidale, legge italiana approvata

Approvata alla Camera ieri, a larghissima maggioranza (282 voti favorevoli) e con solo 4 voti contrari, la legge Realacci-Rubinato-Baretta-Da Villa sul commercio equo e solidale ( Disposizioni per ...

Di Corrado Fontana
Luke Metto, 61, is a Sireet OEP member and smallholder tea farmer, pictured on his farm. (Tè Kenya -> organizzazione Sireet OEP, Kenya © Simon Rawles)

Sudafrica2014 1088Approvata alla Camera ieri, a larghissima maggioranza (282 voti favorevoli) e con solo 4 voti contrari, la legge Realacci-Rubinato-Baretta-Da Villa sul commercio equo e solidale ( Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale).

Un provvedimento che – ricorda Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera e primo firmatario del testo – «riconosce al commercio equo e solidale e ai soggetti delle sua filiera la funzione di sostegno alla crescita economica e sociale dei Paesi in via di sviluppo, indica con definizioni precise significato e finalità di questa forma di commercio, dà garanzie di trasparenza e di correttezza sulle modalità produttive e sulle prassi produttive ed organizzative attuate dalle organizzazioni del  settore,  promuove e finanzia azioni di sostegno per il settore».

Una legge che stabilisce i termini della cosiddetta ” filiera integrale“, affermando che chi fa commercio equo dev’essere un’organizzazione che lo fa in prevalenza  senza fine di lucro, attraverso un testo elaborato a stretto contatto con Equo Garantito, l’associazione di categoria che raccoglie le organizzazioni di commercio  equo e solidale italiane, e ispirato in parte anche alla sua Carta dei criteri.

Anche per ciò le nuove disposizioni trovano la piena soddisfazione di Alessandro Franceschini, presidente di Equo Garantito, il quale evidenzia alcuni tra gli aspetti principali della legge: «il primo è la definizione precisa di ciò che è commercio equo e solidale, con l’accento sul ruolo delle organizzazioni che lo promuovono. Il secondo aspetto è la tutela: nei confronti del movimento, nel contrasto agli abusi, nel rispetto del consumatore. Il terzo aspetto è la promozione: la legge mette infatti a disposizione risorse ingenti – fino un milione di euro per il primo anno – per sostenere a tutti i livelli il fair trade“.

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