Finanza etica

Commissione Ue: la Tobin tax è legale. Ecco il documento riservato

Pubblichiamo il documento confidenziale con il quale la Commissione rigetta le obiezioni avanzate a settembre dal Consiglio Europeo...

Di Matteo Cavallito


La tassa sulle transazioni finanziarie applicata negli 11 Paesi della cooperazione rafforzata è perfettamente legale in quanto pienamente compatibile con i trattati europei. Lo ha stabilito la Commissione Ue in un documento riservato nel quale viene respinta l’obiezione avanzata a settembre dal Consiglio Europeo. Nel testo, citato ieri dalla Reuters e pubblicato oggi nella sua versione originale da Valori, si definiscono “errate” le conclusioni raggiunte dal Consiglio in merito al presunto contrasto tra il sistema di riscossione dell’imposta previsto dalla Direttiva Semeta e i principi di libera circolazione dei capitali.

 

All’origine della contesa il principio di residenza che impone la tassazione a qualsiasi istituzione finanziaria con una residenza fiscale esterna degli 11 Paesi. La norma mira a colpire l’elusione da parte degli operatori che coinvolgono una controparte esterna. Secondo questo schema, ad esempio, anche un’istituzione finanziaria registrata nel Regno Unito, nazione dove la tassa non è applicata, sarebbe passibile di tassazione qualora operasse una transazione su un titolo emesso da un’altra istituzione registrata in un Paese della cooperazione rafforzata. Gli advisor legali del Consiglio Europeo avevano espresso un parere non vincolante contro la norma sollecitando, di conseguenza, una risposta della Commissione. La replica di quest’ultima dovrebbe ora porre fine alla contesa.

 

“Il principio di controparte contenuto nell’articolo 4 rispetta i requisiti generalmente accettati del diritto internazionale in merito all’esistenza e all’esercizio di una giurisdizione fiscale e non conduce ad alcun effetto dell’imposta che risulti inammissibile a livello extraterritoriale” si legge nel documento. “L’opinione del Consiglio è basata quasi interamente sull’affermazione che uno Stato non possa avere competenze fiscali in quelle circostanze in cui un altro Stato abbia un interesse più rilevante. Non esiste alcun principio del genere nel diritto pubblico internazionale in generale né nelle norme di competenza fiscale in particolare”. Pertanto “l’articolo 4 rispetta in pieno le competenze, i diritti e gli obblighi degli Stati membri che non partecipano alla cooperazione rafforzata per la tassa sulle transazioni finanziarie (…). L’articolo 4, infine, è anche perfettamente in linea con le altre regole della legge fondamentale dell’Unione Europea”.


A sostenere la tassa sulle transazioni finanziarie, comunemente battezzata Tobin Tax – sebbene difforme dall’ipotesi avanzata negli anni ’70 dal Premio Nobel per l’Economia James Tobin che aveva pensato a un’imposta sui soli scambi valutari – sono al momento i governi di Germania, Italia, Francia, Spagna, Austria, Belgio, Grecia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia ed Estonia. Il Regno Unito resta il principale oppositore dell’iniziativa Ue.

 

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