Commodities: nuova crisi in vista

La rinnovata attrazione degli investitori per le materie prime ( commodities) potrebbe avere vita breve di fronte al rischio di una nuova fuga dal comparto già ...

Tecnici al lavoro in un pozzo di estrazione di petrolio. Di National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) from USA (Drilling Roughnecks) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Tecnici al lavoro in un pozzo di estrazione di petrolio. Di National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) from USA (Drilling Roughnecks) [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Tecnici al lavoro in un pozzo di estrazione di petrolio. Di National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) from USA (Drilling Roughnecks) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

La rinnovata attrazione degli investitori per le materie prime ( commodities) potrebbe avere vita breve di fronte al rischio di una nuova fuga dal comparto già nel secondo trimestre dell’anno. Lo sostiene una nota degli analisti di Barclays ripresa dal Telegraph. Gli scarsi rendimenti attesi per i prossimi mesi dovrebbero indurre gli operatori a un’ondata di liquidazioni determinando una contrazione dei prezzi che, secondo la nota, potrebbe anche aggirarsi attorno al 20-25%. Se la previsione fosse confermata, il prezzo del petrolio potrebbe scendere nuovamente in area 30 dollari per barile.

A gennaio e febbraio, ricorda il Telegraph, il flusso netto degli investimenti (nuove operazioni meno disinvestimenti) nel settore commodities ha superato i 20 miliardi di dollari, il miglior risultato di inizio anno dal 2011. Ma le scommesse al rialzo, sostiene Barclays, non rappresenterebbero in ogni caso un significativo revival delle operazioni nel settore. Troppo deboli, sostengono infatti gli analisti, i fondamentali del mercato, ovvero quei fattori di crescita della domanda capaci di sostenere un rialzo dei prezzi di lungo periodo.