Contaminanti nel cibo Una App li monitora

Eliminarli del tutto sarebbe l’ideale ma, fino a che non sarà possibile, tenerli sotto controllo è decisamente meglio di niente: i contaminanti che assumiamo involontariamente ...

Di Martina Valentini
Da sinistra: il direttore scientifico Cristiana Guerranti e il direttore generale Monia Renzi

Eliminarli del tutto sarebbe l’ideale ma, fino a che non sarà possibile, tenerli sotto controllo è decisamente meglio di niente: i contaminanti che assumiamo involontariamente ogni giorno mangiando sono un problema con cui fare i conti. Per aiutare a farlo, Bioscience Research Center (BsRC) – azienda della Fondazione Toscana Life Sciences di Siena, che lavora sulle tecnologie applicate all’ambiente, alla salute e all’agroalimentare – ha ideato l’App Ultrabio®.

L’applicazione, scaricabile gratuitamente con i sistemi operativi IOS e Android, calcola su base statistica la dose di contaminanti assunti, rapportandola al peso corporeo dell’utente e comparandola ai valori soglia di sicurezza su base settimanale. L’utente può collaborare e controllare la propria dieta regolando le assunzioni di alimenti considerati su base scientifica più critici e di mantenere la propria alimentazione sotto le soglie di rischio.

Secondo quanto riportato dall’European Food Safety Authority (EFSA), una elevata percentuale di cittadini europei (oltre il 52.9%) è esposta a livelli di contaminanti chimici attraverso la dieta che superano la dose settimanale massima consigliata.

Da sinistra: il direttore scientifico Cristiana Guerranti e il direttore generale Monia Renzi

“L’esposizione ai contaminanti può rappresentare un rischio concreto per la salute pubblica – spiega Monia Renzi, Direttore generale di Bioscience Research Center – e, in particolare, un cofattore importante legato allo sviluppo sul lungo periodo di alcune patologie non trasmissibili quali disordini del sistema endocrino, con potenziali conseguenze sullo sviluppo e la fertilità, solo per fare alcuni esempi”.

Un’attenzione particolare è stata rivolta alla selezione dei dati di partenza, la scelta dei criteri per la valutazione dei dati e la creazione del database che permette il funzionamento della App Ultrabio®. “Il valore aggiunto di questa innovazione – aggiunge Renzi – è rappresentato dalla possibilità di tenere sotto controllo le abitudini alimentari critiche e di educare alla correzione, attraverso consigli e suggerimenti interattivi basati su dati oggettivi e su risultati della ricerca scientifica. Attualmente Ultrabio® si basa su un cospicuo database di dati scientifici consolidati e validati relativi ai livelli di alcuni contaminanti chimici negli alimenti generici (es. pasta di grano duro, tonno, lattuga, alimenti per lattanti), ma il nostro progetto è quello di implementare questo strumento, inserendo nuovi contaminanti e prodotti commerciali singoli, una volta raccolto anche l’interesse delle aziende che operano nel settore agroalimentare”.

@lamarty_twi

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