Ambiente

Cardinali e vescovi: COP21 approvi accordo equo e vincolante

Una firma contro in cambiamenti climatici. Un appello  sottoscritto oggi a Roma da cardinali, patriarchi e vescovi di tutto il mondo perché i delegati degli ...

Di Corrado Fontana
Presidente USA Barack Obama e Papa Francesco in Vaticano (27-3-2014). Di Official White House Photo by Pete Souza [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Una firma contro in cambiamenti climatici. Un appello  sottoscritto oggi a Roma da cardinali, patriarchi e vescovi di tutto il mondo perché i delegati degli Stati mondiali protagonisti della prossima Conferenza sul clima ( COP21) di Parigi, fissata a dicembre, elaborino un accordo equo, giuridicamente vincolante e generatore di un vero cambiamento.

Ecco la mossa dei rappresentanti della Chiesa cattolica che così hanno avanzato “una proposta politica su dieci punti, formulata sulla base dell’esperienza concreta delle persone attraverso i vari continenti e associando i cambiamenti climatici all’ingiustizia e all’ esclusione sociale dei più poveri e dei più vulnerabili dei nostri cittadini”.

rp_fiume_meghna_alluvione_bangladesh.jpgE con questa presa di posizione netta le massime gerarchie ecclesiastiche, in sintonia con la lettera enciclica  Laudato Si’ (LS), si espongono apertamente sui temi che infiammeranno Parigi: “Chiediamo alla COP21 di stringere un accordo internazionale per limitare l’aumento della temperatura globale entro i parametri attualmente proposti all’interno della comunità scientifica mondiale al fine di evitare impatti climatici catastrofici, soprattutto sulle comunità più povere e vulnerabili. Siamo d’accordo sul fatto che esiste una responsabilità comune, ma anche differenziata di tutte le nazioni. Vari paesi hanno raggiunto differenti stadi in materia di sviluppo. La necessità di lavorare insieme per uno sforzo comune è imperativa”.

Di seguito le 10 proposte avanzate dai religiosi:

  1. tenere a mente non solo le dimensioni tecniche, ma soprattutto quelle etiche e morali dei cambiamenti climatici, di cui all’articolo 3 della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
  2. accettare che il clima e l’atmosfera sono beni comuni globali appartenenti a tutti e destinati a tutti.
  3. adottare un accordo globale equo, generatore di un vero cambiamento e giuridicamente vincolante sulla base della nostra visione del mondo che riconosce la necessità di vivere in armonia con la natura e di garantire il rispetto dei diritti umani per tutti, compresi quelli dei popoli indigeni, delle donne, dei giovani e dei lavoratori.
  4. mantenere l’aumento della temperatura globale e di fissare un obiettivo per la completa decarbonizzazione entro la metà del secolo, al fine di proteggere le comunità che in prima linea soffrono gli impatti dei cambiamenti climatici, come quelle nelle isole del Pacifico e nelle regioni costiere.
  • garantendo che la soglia della temperatura sia sancita in un accordo globale giuridicamente vincolante, con impegni ambiziosi di attenuazione ed azioni da parte di tutti i paesi che tengano pienamente conto delle loro responsabilità comuni ma differenziate e delle loro rispettive capacità (CBDRRC), sulla base di principi di equità, responsabilità storiche e sul diritto allo sviluppo sostenibile.
  • per assicurare che le riduzioni delle emissioni dei governi siano in linea con l’obiettivo della decarbonizzazione, i governi devono svolgere dei riesami periodici degli impegni presi e dell’ambizione Affinché questi controlli vadano a buon fine, devono avere basi scientifiche, devono seguire il principio dell’equità e devono essere obbligatori.
  1. cop21 climagenerare nuovi modelli di sviluppo e stili di vita che siano compatibili con il clima, affrontare la disuguaglianza e portare le persone ad uscire dalla povertà. Fondamentale per questo è porre fine all’era dei combustibili fossili, eliminandone gradualmente le emissioni, comprese le emissioni provenienti da militari, aerei e marittimi, e fornendo a tutti l’accesso affidabile e sicuro alle energie rinnovabili, a prezzi accessibili.
  2. garantire l’accesso delle persone all’acqua e alla terra per sistemi alimentari sostenibili e resistenti al clima, che privilegino le soluzioni in favore delle persone piuttosto che dei profitti.
  3. garantire, a tutti i livelli del processo decisionale, l’inclusione e la partecipazione dei più poveri, dei più vulnerabili e dei più fortemente influenzati.
  4. garantire che l’accordo 2015 offra un approccio di adattamento che risponda adeguatamente ai bisogni immediati delle comunità più vulnerabili e che si basi sulle alternative locali.
  5. riconoscere che le esigenze di adattamento sono condizionate dal successo delle misure di attenuazione adottate. I responsabili del cambiamento climatico hanno l’onere di assistere i più vulnerabili nell’adattarsi e nel gestire le perdite e i danni e nel condividere la tecnologia e il know-how necessari.
  6. fornire roadmap chiare su come i paesi faranno fronte alla fornitura di impegni finanziari prevedibili, coerenti ed aggiuntivi, garantendo un finanziamento equilibrato delle azioni di attenuazione e delle esigenze di adattamento.

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