Corruzione all’EBRD, interrogato un quinto rappresentante russo

Si allarga l’inchiesta sui presunti casi di corruzione alla Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo...

Si allarga l’inchiesta sui presunti casi di corruzione alla Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Un quinto rappresentante russo in seno all’organismo internazionale è stato interrogato dalla polizia del Regno Unito, secondo quanto indicato nella serata di ieri dalla stessa Scotland Yard. Le forze dell’ordine inglesi, in un comunicato, hanno precisato che l’uomo «non è un dipendente della EBRD, ma lavora al suo interno in quanto rappresentante del governo di Mosca».

Le prime notizie sull’indagine sono trapelate sugli organi di stampa britannici alla metà di gennaio. Si è saputo che quattro rappresentanti russi sono stati posti sotto inchiesta, congiuntamente, dal loro Paese di origine e dalla Gran Bretagna: una circostanza poi confermata dalla stessa EBRD e dal ministero russo dello Sviluppo economico. Il coinvolgimento del Regno Unito è dettato dal fatto che i quattro indagati vivono e lavorano a Londra, città nella quale è presente la sede centrale della EBRD.

Il governo russo ha anche specificato che tra gli accusati figura anche il rappresentante della Federazione russa nel consiglio d’amministrazione dell’istituto, Elena Kotova (destituita dal suo incarico alla fine del 2010, dopo aver fatto parte della EBRD dal 2005). Da parte sua, la banca internazionale ha spiegato di aver «accettato la richiesta da parte del ministero degli Affari esteri inglese e delle autorità di Mosca di togliere l’immunità ai quattro responsabili nominati dal governo russo».

La EBRD, creata nel 1991 e presente in 29 Stati dell’Europa centro-orientale e dell’Asia centrale, è specializzata nel finanziamento delle economie che facevano parte della galassia che un tempo gravitava intorno all’Unione sovietica.