Ambiente

OGM: braccio di ferro tra India e Monsanto

La Monsanto non ha alternative: può accettare i nuovi prezzi imposti dal governo indiano oppure scegliere di lasciare il Paese rinunciando così a un mercato ...

Di Matteo Cavallito
Foto: Karen Eliot (Wikimedia Commons)
Foto: Karen Eliot (Wikimedia Commons)
Foto: Karen Eliot (Wikimedia Commons)

La Monsanto non ha alternative: può accettare i nuovi prezzi imposti dal governo indiano oppure scegliere di lasciare il Paese rinunciando così a un mercato particolarmente importante in cui esercita una presenza egemone. Lo ha affermato il Ministro dell’agricoltura dell’ India, Kumar Balyan. “Tocca alla Monsanto decidere se accettare o meno questo prezzo” ha dichiarato alla Reuters. “L’avidità – ha aggiunto – deve finire”. La multinazionale dell’ingegneria genetica, ricorda il canale RT network, controlla circa il 90% del mercato indiano dei semi di cotone. Mercoledì scorso, il governo ha tagliato del 70% i prezzi imposti dalla compagnia sui semi OGM (che sono coperti dalle royalties) accogliendo la richiesta degli operatori locali del settore agricolo. Il provvedimento dovrebbe avere effetto dall’aprile del prossimo anno.

 

La compagnia, in ogni caso, promette battaglia. Dopo aver definito “arbitrario e potenzialmente distruttivo” il provvedimento del governo, Monsanto, riferisce il Network, ha avviato una causa contro il governo indiano minacciando di abbandonare l’India dopo sessant’anni di presenza, privando così l’industria locale delle ultime tecnologie nel campo dei semi. L’eventuale addio della Monsanto, ha spiegato Balyan, non spaventa però il Paese che, come ricorda ancora RT network, sta sviluppando in autonomia la propria varietà di semi.

 

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