Cottarelli: «Minibot segnale che preoccupa. Il rischio troika c’è»

Il direttore dell'Osservatorio conti pubblici della Cattolica: queste iniziative aumentano lo scetticismo degli investitori ma dubito usciremo dall'Eurozona

Di Emanuele Isonio, inviato a Trento
Carlo Cottarelli, tra i relatori del 14° Festival dell'Economia di Trento.

«La mozione approvata alla Camera dei deputati ieri, di per sé non ha alcun valore ma certo è un segnale che è stato dato». Trapela preoccupazione dalle parole di Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici italiani dell’università Cattolica di Milano, ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica e, per una manciata di ore presidente del Consiglio incaricato prima della fumata bianca del governo giallo-verde. Un testo che è stato approvato all’unanimità ma ha subito suscitato polemiche. «L’unanimità – osserva Cottarelli intervistato da VALORI durante il 14° Festival dell’Economia di Trento – è dovuta più che altro al fatto che, chi non è d’accordo con i minibot ma ha votato a favore del testo, ne ha sottovalutato alcuni passaggi. Il documento in realtà riguardava i debiti delle Pubbliche amministrazioni, che siamo tutti d’accordo vadano velocizzati».

Carlo Cottarelli su Minibot, clausole di salvaguardia, Troika e uscita dall’EuroCome strumento, i minibot la convincono?

Secondo me, l’unico motivo vero per il quale sono proposti i monibot è quello di iniziare ad abituare gli italiani ad avere in tasca dei pezzi di carta che sembrano moneta, anche se non sono moneta in senso stretto. Sono gli stessi ideatori di questo strumento ad averlo ammesso.

Fra 2 anni saremo ancora nell’Eurozona?

Penso di sì però credo ci saranno tensioni. La questione cruciale è se sia tecnicamente possibile uscire. Molti esperti del sistema dei pagamenti dicono che in pratica questo è impossibile. Bisognerebbe riscrivere il sistema dei pagamenti, cioè le transazioni elettroniche che si effettuano quando ad esempio si fa un bonifico. Il sistema è scritto per funzionare in Euro. Scriverne uno che funzioni in parallelo in nuove lire richiede diversi mesi. In Grecia, Tsipras, alla fine, non è uscito dall’Eurozona.

Questi strumenti e iniziative contribuiscono ad aumentare lo spread e lo scetticismo degli investitori?

Nell’immediato sì. Quello che conta alla fine sono la legge di bilancio e le norme che vengono approvate. Questi segnali, se la cosa si ferma lì, sono semplici elementi di disturbo nel breve periodo. Certo, se davvero inizieranno a circolare banconote diverse dall’Euro, la cosa diventa più preoccupante.

C’è il rischio che, anche in Italia, arrivi la troika?

La troika arriva se c’è una crisi, tipo quella del 2011-2012. Sono eventi abbastanza rari, ma il rischio c’è. Speriamo non si concretizzi. Ovviamente, prevedere i comportamenti dei mercati finanziari è estremamente difficile e incerto. Se ne fossi capace, sarei molto più ricco.

Sarà possibile disinnescare la clausola di salvaguardia e l’aumento dell’IVA?

Sinceramente non so come faranno a far tornare i conti. Anche la lettera di Tria conferma l’obiettivo di deficit del 2,1%, indicato un mese e mezzo fa nel Documento di Economia e Finanza. Come si faccia a raggiungere quel traguardo senza aumentare l’IVA e magari infilandoci dentro anche tagli di tasse come la flat tax, francamente non lo so.

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