Finanza etica

Crisi emergenti: le banche Ue sono esposte per 3, 4 trilioni di dollari

Le banche europee sono esposte sui mercati emergenti per una cifra complessiva pari a 3.400 miliardi di dollari, un ammontare di prestiti che costituisce un’implicita ...

Di Matteo Cavallito


Le banche europee sono esposte sui mercati emergenti per una cifra complessiva pari a 3.400 miliardi di dollari, un ammontare di prestiti che costituisce un’implicita minaccia di fronte alle conclamata crisi valutaria che attraversa Brics e soci. Lo riferisce la Reuters citando le parole dell’analista di Deutsche Bank Matt Spick. “Riteniamo che gli shock che attraversano gli emergenti costituiscano una preoccupazione reale per il 2014” ha dichiarato l’analista all’agenzia evidenziando i rischi della combinazione tra “volatilità del cambio, rallentamento dei ricavi e aumento dei debiti insolventi”.

 

Per capire la portata del problema è sufficiente un rapido confronto. I 3, 4 trilioni di dollari di prestiti attualmente pendenti concessi dalla banche Ue ai mercati emergenti (stando all’ultimo dato diffuso a settembre dalla Banca dei Regolamenti Internazionali) rappresentano un ammontare oltre quattro volte superiore all’esposizione degli istituti statunitensi. Come se non bastasse, segnala ancora l’analista di Deutsche Bank, appena 6 istituti europei sarebbero esposti da soli per oltre metà della cifra (ovvero più di 1, 7 trilioni). Secondo altri analisti citati dalla Reuters, il rischio maggiore riguarderebbe in particolare BBVA, Erste Bank, HSBC, Santander, Standard Chartered, e UniCredit.

 

La crisi degli emergenti è scoppiata nel giugno scorso quando la Federal Reserve americana ha ipotizzato per la priva volta il rallentamento delle operazioni di quantitative easing con conseguente riduzione delle emissioni di liquidità a basso costo. Da allora le borse dei mercati emergenti hanno reagito male alimentando la fuga degli investitori. Le valute, in compenso, sono finite sotto attacco speculativo evidenziando forti ribassi che hanno interessato in particolare la rupia indiana, la lira turca, il real brasiliano e la rupia indonesiana. Più di recente la crisi valutaria ha investito in modo conclamato anche l’ Argentina accelerando il declino del peso. Negli ultimi 12 mesi la valuta di Buenos Aires ha perso quasi metà del suo valore rispetto al biglietto verde.

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