Crisi Venezuela: niente zucchero, stop Coca-Cola

Coca-Cola deve interrompere la produzione delle sue bibite zuccherate in Venezuela. Secondo quanto riporta BBC online, la profonda crisi economica del Paese sudamericano, accesa e ...

Di Corrado Fontana
Lattina di Coca-Cola schiacciata. Di ZooFari (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Lattina di Coca-Cola schiacciata. Di ZooFari (Opera propria) [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Lattina di Coca-Cola schiacciata. Di ZooFari (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Coca-Cola deve interrompere la produzione delle sue bibite zuccherate in Venezuela. Secondo quanto riporta BBC online, la profonda crisi economica del Paese sudamericano, accesa e acuita dal crollo dei prezzi del petrolio, ora coinvolge beni di prima necessità e materie prime alimentari come lo zucchero, tanto che la sua carenza ha costretto le linee di produzione della multinazionale americana a ridurre drasticamente l’attività.

L’annuncio di stop di Coca-Cola Company, che attribuisce la causa alla mancanza di materie prime da parte dei suoi fornitori locali e che afferma di poter proseguire a produrre tuttavia la versione light della bevanda (Diet Coke), arriva dopo che la stessa sorte è toccata al maggior produttore di birra del Paese, Empresas Polar, cui sono venuti meno i rifornimenti di orzo.

Un graffito elettorale a favore del presidente Nicolás Maduro (2013). Foto: The Photographer Wikimedia Commons
Un graffito elettorale a favore del presidente Nicolás Maduro (2013). Foto: The Photographer Wikimedia Commons

Il problema nasce dal calo di produzione di canna da zucchero per le politiche di controllo dei prezzi, l’aumento dei costi di produzione e le crescenti difficoltà di reperimento dei fertilizzanti, spingendo su altre colture molti piccoli agricoltori. Ma la situazione del Paese è sempre più critica in generale: l’economia del Venezuela dovrebbe ridursi dell’8% nel 2016, dopo una contrazione del 5, 8% l’anno scorso; ci sono file di ore per acquistare prodotti alimentari di base e medicinali; assalti e saccheggi ai supermercati; estrema crisi in diversi comparti dell’industria: il produttore di pneumatici Bridgestone ha annunciato di avere in corso la vendità delle sue attività venezuelane; multinazionali come Ford, Procter & Gamble e Halliburton hanno già rallentato o abbandonato gli investimenti nel Paese.

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