Ambiente

Dal dopoguerra, plastica sufficiente a “impacchettare la Terra”

Se trasformassimo la plastica prodotta dall’uomo dopo la seconda guerra mondiale in pellicola trasparente, potremmo ricoprire interamente la Terra. Lo rivela una ricerca pubblicata ...

Di Martina Valentini
By Josef Hána (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons
Frammenti di plastica dispersi in mare. Di Provincie Limburg/ Alf Mertens (Project Schone Maas Limburg) [CC0],   attraverso Wikimedia Commons
Frammenti di plastica dispersi in mare. Di Provincie Limburg/ Alf Mertens (Project Schone Maas Limburg) [CC0], attraverso Wikimedia Commons

Se trasformassimo la plastica prodotta dall’uomo dopo la seconda guerra mondiale in pellicola trasparente, potremmo ricoprire interamente la Terra. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica inglese Anthropocene.
La ricerca dimostra come nessuna parte del Pianeta sia libero dalla piaga dei rifiuti plastici. Ogni territorio è inquinato con i resti di contenitori per l’acqua, sacchetti del supermercato, compact disc, calze di nylon e altre materie plastiche, e l’impatto è altamente dannoso.

“I risultati sono stati una vera sorpresa”, ha detto l’autore principale dello studio, Jan Zalasiewicz, dell’Università di Leicester. “Eravamo consapevoli del fatto che gli esseri umani stanno producendo ed utilizzando tanti diversi tipi di plastica – da bachelite a sacchetti in polietilene per PVC – nel corso degli ultimi 70 anni, ma non avevamo idea di quanto fosse amaro il bilancio per la Terra. E di come la plastica non si limiti a galleggiare negli oceani, ma abbia ormai raggiunto le zone più profonde del mare”.

Lo studio punta a dimostrare come le azioni dell’uomo dal dopoguerra in poi stiano incidendo sulla geologia. Tra queste, in particolare, gli isotopi radioattivi rilasciati dalle bombe atomiche hanno lasciato un segnale forte nel terreno e l’aumento di anidride carbonica negli oceani, la massiccia produzione di cemento e l’uso diffuso di alluminio sono stati evidenziati come fattori di forte impatto ambientale.

Ma Zalasiewicz insiste sull’importanza dell’impatto delle buste di plastica semplici, e dei contenitori plastici in generale. “Basti pensare ai pesci”, ha detto. “Una vasta percentuale di loro ingeriscono plastica quotidianamente, che viene prodotta in più di 300 milioni di tonnellate ogni anno. Una cifra vicina al peso dell’intera popolazione umana del pianeta. La quantità totale di plastica prodotta dalla seconda guerra mondiale è di circa 5 miliardi di tonnellate ed è molto probabile che raggiungerà i 30 miliardi entro la fine del secolo. L’impatto sarà colossale”.

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