Finanza etica

Danimarca: cresce la richiesta di disinvestimento dal fossile

I contribuenti danesi appartenenti a tre diverse categorie professionali hanno votato a favore del disinvestimento nelle imprese del settore fossile da parte dei loro fondi ...

Di Matteo Cavallito



I contribuenti danesi appartenenti a tre diverse categorie professionali hanno votato a favore del disinvestimento nelle imprese del settore fossile da parte dei loro fondi pensione. Una scelta che non dovrebbe tradursi, per il momento, in un provvedimento vero e proprio ma che identifica, in ogni caso, una crescita del sostegno alle iniziative di boicottaggio da parte dei risparmiatori del Paese. Lo riferisce il Guardian. A votare per il disinvestimento, spiega il quotidiano britannico, sono stati gli accademici, gli ingegneri civili e gli architetti, vale a dire i contribuenti di tre dei sei fondi pensione per professionisti del Paese (32 miliardi di euro di asset gestiti a copertura di 200 mila persone, il 5% dei lavoratori danesi).

 

I consigli di amministrazioni dei fondi dei docenti universitari e degli architetti hanno dichiarato di non voler implementare la decisione dei contribuenti scegliendo, al contrario, la strada dell’engagement, ovvero del cosiddetto azionariato attivo. Una scelta che alimenta ancora una volta l’eterno dibattito sull’utilità delle diverse scelte strategiche (boicottaggio vs impegno degli azionisti).

 

Quel che è certo, osserva ancora il Guardian, è che il movimento pro disinvestimento, molto forte in Scandinavia, sta guadagnando un crescente consenso. Sia il principale fondo privato della regione (Nordea) che il fondo sovrano norvegese hanno già disinvestito da decine di aziende del settore del carbone. Nei giorni scorsi, inoltre, il fondo sovrano di Oslo ha affermato di aver ridotto del 40% i suoi investimenti nelle imprese dello stesso comparto.

Foto: Bjoern Andersen (Wikimedia Commons

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