Ambiente

Brasile, causa miliardaria per le dighe crollate

Il 5 novembre scorso, a seguito del crollo di due dighe di contenimento della compagnia  mineraria Samarco, una valanga di fango si è abbattuta in Brasile sul ...

Di Corrado Fontana
Veduta satellitare dopo crollo dighe Bento Rodrigues (Brasile). Di NASA [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Veduta satellitare dopo crollo dighe Bento Rodrigues (Brasile). Di NASA [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Veduta satellitare dopo crollo dighe Bento Rodrigues (Brasile). Di NASA [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Il 5 novembre scorso, a seguito del crollo di due dighe di contenimento della compagnia  mineraria Samarco, una valanga di fango si è abbattuta in Brasile sul paesino di Bento Rodrigues, vicino alla città di Mariana, nella regione di Minas Gerais. Circa 60 milioni di metri cubi di detriti e di liquidi residui della lavorazione di un miniera di ferro che hanno provocato almeno 13 morti e 75 feriti, distruggendo decine di case, lasciando 250mila persone senza acqua potabile e provocando effetti ancora da valutare sui corsi d’acqua della zona, le cui acque avrebbero assunto un colore arancione tutt’altro che rassicurante.

QUI LE IMMAGINI VIDEO DEL DISASTRO

Questo lo scenario del disastro ambientale e sociale provocato dal cedimento delle dighe,  riguardo il quale la compagnia si è affrettata a dichiarare che i fanghi liberati non conterrebbero sostanze tossiche per l’ambiente e la salute umana. Nello stesso tempo – riporta oggi BBC online – la società BHP Billiton, comproprietaria di Samarco insieme a Vale, altro gigante del settore, si starebbe preparando a subire una causa per danni da 5, 2 miliardi di dollari da parte del governo di Dilma Rousseff.

BHP e Vale hanno annunciato la creazione di un fondo di emergenza per sostenere il ripristino del bacino del fiume Rio Doce, ma senza specificare a quanto ammonterà. Del resto il costo complessivo del danno, che porterà anche milioni di tonnellate di fanghi e rifiuti per 500 chilometri fino all’ Oceano Atlantico, non è ancora stato valutato. L’unica cosa certa è che BHP, già multata per 66, 3 milioni di dollari dal ministero per l’Ambiente (Instituto Brasileiro do Meio Ambiente e dos Recursos Naturais Renováveis – IBAMA), ha accettato la scorsa settimana di pagare al governo 260 milioni di dollari di risarcimento.

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