Quote rosa in parlamento disattese all’Onu

Venti anni fa il proposito solenne delle Nazioni unite di garantire alle donne una presenza minima del 30% nelle istituzioni politiche delle legislature nazionali nei Paesi ...

Di Corrado Fontana
Il premio Nobel Malala Yousafzai nello studio ovale col presidente USA Barack Obama (Pete Souza [Public domain], attraverso Wikimedia Commons, 11/10/2013)
New York,   palazzo delle Nazioni Unite (fonte Wikimedia Commons: di Dendodge,   Opera propria,   pubblico dominio)
New York, palazzo delle Nazioni Unite (fonte Wikimedia Commons: di Dendodge, Opera propria, pubblico dominio)

Venti anni fa il proposito solenne delle Nazioni unite di garantire alle donne una presenza minima del 30% nelle istituzioni politiche delle legislature nazionali nei Paesi aderenti. Oggi il bilancio delle ” quote rosa” targate Onu che si mostra deludente. E a  certificare questa mancata promessa dei principali leader mondiali è una ricerca condotta dall’Unione interparlamentare – rilanciata dal portale web di «The New York Times» – sottoposta alla stessa conferenza delle Nazioni unite, che ha constatato come solo 44 parlamenti su 190 hanno centrato l’obiettivo.

Qualche sorpresa a scorrere la lista dei Paesi virtuosi e di quelli invece inadempienti. Tra i primi si trovano infatti, e con risultati ben al di sopra del minimo richiesto, Stati connotati da fragilità democratiche ed economiche come il Ruanda (che vanta quasi il 64% di donne tra i membri della propria Camera bassa), la Bolivia (53%), il Senegal (42, 7%), il Mozambico (39, 6%). Altri

President Barack Obama,   First Lady Michelle Obama,   and their daughter Malia meet with Malala Yousafzai,   the young Pakistani schoolgirl who was shot in the head by the Taliban a year ago,   in the Oval Office,   Oct. 11,   2013. (Official White House Photo by Pete Souza)
Il premio Nobel Malala Yousafzai nello studio ovale col presidente USA Barack Obama (Pete Souza [Public domain], attraverso Wikimedia Commons, 11/10/2013)

superano il 30%, e tra i nostri vicini in Europa sono  Svezia (43, 6%), Finlandia (41, 5%) e Spagna (41, 1%) a spuntare i migliori risultati. L’ Italia se la cava con un misero 31%.

Ma forse fa più notizia il fatto che, tra chi non è stato capace di rispettare gli impegni in fatto di quote rosa e presenza di donne, ci siano per esempio gli Stati Uniti (19% di donne alla Camera dei Rappresentanti, 20% al Senato); il Regno Unito sfiora il risultato con un 29, 4%; la Francia, patria del pensiero illuminista, si ferma a 26, 2%. Infine non può che preoccupare, e risultare inaccettabile, scoprire che nei famosi Brics, le potenze emergenti, si trovino il 13, 6% della Russia, il 12% dell’ India, il 9, 9% del Brasile. Uno scenario da migliore profondamente, quindi,  per sostenere il percorso delle  pari opportunità.

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