“Ecco i luoghi dove si cresce”: presentato l’11° Festival dell’Economia

“La geografia economica del mondo segnala una crescente concentrazione della crescita economica in relativamente poche grandi città in grado di attrarre capitale umano e di ...

Di Martina Valentini
Tito Boeri,   Festival dell'economia 2016
Tito Boeri, Festival dell’economia 2016

“La geografia economica del mondo segnala una crescente concentrazione della crescita economica in relativamente poche grandi città in grado di attrarre capitale umano e di stimolare l’innovazione. La gerarchia economica non solo dei paesi, ma anche delle città è profondamente cambiata ed è in continua evoluzione. Ci sono molte “new entry” e molte retrocessioni nelle gerarchie urbane del mondo. Lo studio della crescita economica e demografica di queste nuove realtà è fondamentale per capire non solo gli ingredienti che sono necessari per la crescita economica, ma anche il loro mix ottimale e le ricette che occorre applicare se la si vuole stimolare”.

Partendo dall’analisi del direttore scientifico Tito Boeri, il Festival dell’Economia  (Trento, 2 – 5 giugno 2016), giunto alla sua undicesima edizione, proporrà un serrato confronto tra economisti, personalità politiche e istituzionali, ricercatori e giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, che indagheranno appunto su “ I luoghi della crescita”.

L’ evento è stato presentato ieri alla stampa nazionale a Roma, presso la sede della casa editrice Laterza ed è organizzato da Laterza, Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento ed Università.

Quello dei “Luoghi della crescita” è un tema che come Provincia – ha aggiunto Rossi – abbiamo caldeggiato perché crescere, e soprattutto crescere in modo equilibrato, non è indifferente rispetto al luogo in cui questa crescita si realizza. La crescita sarà equilibrata e duratura se i territori si sentiranno coinvolti e responsabili di tale crescita. Abbiamo elaborato una ricerca sullo spopolamento della montagna: il Trentino è l’unico territorio, insieme alla Valle d’Aosta, in cui questo spopolamento non è avvenuto. Ciò dimostra – ha concluso Rossi – che ci sono delle decisioni e delle modalità di organizzare un territorio che influiscono in modo forte sul tema della crescita”.

Il successo economico – ha spiegato il direttore scientifico del Festival Tito Boeri – è legato all’urbanizzazione e ad alcune forme di urbanizzazione, capaci di attrarre talenti il cui mercato mondiale incide sulla geografia economica della crescita. Daremo spazio ad analisi che dimostrano come le differenze di longevità degli Usa dipendono da differenze di reddito, ma anche dei luoghi di vita. Il tema dei rifugiati – ha aggiunto Boeri – è qualitativamente diverso da quello dell’ immigrazione. Sono persone che devono scappare da realtà di conflitto e questi flussi avvengono in modo molto più drammatico anche per l’entità delle ondate. Sono fenomeni che i Paesi di destinazione sono di solito incapaci di gestire. Per reggere il fenomeno – ha detto Boeri – sarà cruciale investire nelle periferie urbane e per questo ospiteremo urbanisti che hanno studiato a fondo tali aspetti. Avremo casi interessanti come quello spagnolo, in cui la popolazione è cresciuta di 6 milioni, ma senza una crescita di movimenti xenofobi: l’esperienza iberica merita pertanto un approfondimento particolare. Parleremo delle politiche della casa e analizzeremo quali sono stati gli effetti delle tasse sulla prima casa. Affronteremo anche il fenomeno dei senza casa. Avremo poi occasioni di confronto sul rapporto tra centro e periferia, tra regioni e Stato nazionale. E lo sguardo – ha concluso – si aprirà anche a livello globale con una lezione di uno dei più influenti economisti cinesi, per indagare le conseguenze di un rallentamento della locomotiva cinese e ci soffermeremo sul rischio di stagnazione mondiale con il premio Nobel Michael Spence”.

@lamarty_twi

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