Finanza etica

Editoria, Amazon alla conquista di Torino

Forse l’ editoria libraria tradizionale italiana sopravvivrà anche a questo, visto che sono anni che viene data per morta a causa della ineludibile avanzata del ...

Di Corrado Fontana
Libri antichi. Di Ch. Maderthoner (Opera propria) [CC0], attraverso Wikimedia Commons

Forse l’ editoria libraria tradizionale italiana sopravvivrà anche a questo, visto che sono anni che viene data per morta a causa della ineludibile avanzata del digitale: Amazon Publishing, comparto prettamente editoriale del colosso dei colossi della vendita – di libri e molto altro – su Internet, sbarca quest’anno per la prima volta al Salone internazionale del libro di Torino.

Amazon Publishing (attiva in Italia da dicembre 2015) che promette di accompagnare e sostenere l’ambizione degli aspiranti scrittori fino all’agognata pubblicazione delle proprie opere, e che in questa della fiera piemontese (in programma dal 12 al 14 maggio) presenterà proprio gli autori (Riccardo Bruni, Daniela Grandi, Monica Lombardi, Maria Luisa Minarelli, Federico Maria Rivalta e Marta Savarino) che hanno pubblicato con lei i loro primi libri.

Amazon,   autoarticolato giocattolo. Kcida10 at en.wikipedia [CC0 o CC0],   attraverso Wikimedia Commons
Amazon, autoarticolato giocattolo. Kcida10 at en.wikipedia [CC0 o CC0], attraverso Wikimedia Commons

Non propriamente una novità, se pensiamo ai tanti servizi di self-publishing (per lo più portali web tramite i quali ognuno può arrivare a far stampare il proprio manoscritto, a prescindere dal valore letterario intrinseco che al testo si voglia attribuire), nonché alle molteplici e autorevoli discussioni sull’argomento. Ma è certo che i protagonisti dello scenario che attualmente si rappresenta nell’editoria italiana – e non solo italiana, naturalmente – necessiteranno nei prossimi anni di confrontarsi con le strategie di investimento di un gigante dal fatturato multimiliardario che, seppure non più arrembante come in passato, e “attenzionato” in relazione ai temi dell’elusione fiscale delle multinazionali, mentre non dichiara il numero degli e-book scaricati dalla sua piattaforma sembra credere nel futuro del libro di carta persino più di molti librai.

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